«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Petrolio e crisi globale

Nella cosiddetta Terza Guerra Mondiale in atto, la questione dell'approvvigionamento energetico riveste un'importanza cruciale. La decisione di pilotare al ribasso il prezzo del crudo, fortemente voluta dall'Arabia Saudita in seno all'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio nel Novembre scorso, sta sconvolgendo il mercato petrolifero; beneficiando, nonostante tutto, alcuni Paesi e provocando il collasso di altri; spingendo fuori mercato le fonti rinnovabili; obbligando un po' tutti i governi a ripensare le proprie politiche energetiche; ridefinendo alleanze internazionali, a volte inconfessabili; ridisegnando la geopolitica della crisi.
Insomma, petrolio in abbondanza e a buon mercato non significa che tutto vada per il meglio, anzi! Cosa c'è dietro tale scelta? Quali sono i suoi obiettivi? Quando e come finirà?
Ne abbiamo discusso, al primolunedìdelmese del 4 Maggio 2015, con Demostenes Floros (nella foto), esperto del settore, analista geopolitico per la rivista Limes, docente al Master di 1° Livello in "Relazioni internazionali di impresa: Italia-Russia (Modulo: Energia)" dell’Università di Bologna.
Qui potete scaricare la sua presentazione e qui il glossario dei termini utilizzati, curato dallo stesso Autore.

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Petrolio e crisi globale

 

Nella cosiddetta Terza Guerra Mondiale in atto, la questione dell'approvvigionamento energetico riveste un'importanza cruciale. La decisione di pilotare al ribasso il prezzo del crudo, fortemente voluta dall'Arabia Saudita in seno all'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio nel Novembre scorso, sta sconvolgendo il mercato petrolifero; beneficiando, nonostante tutto, alcuni Paesi e provocando il collasso di altri; spingendo fuori mercato le fonti rinnovabili; obbligando un po' tutti i governi a ripensare le proprie politiche energetiche; ridefinendo alleanze internazionali, a volte inconfessabili; ridisegnando la geopolitica della crisi.

Insomma, petrolio in abbondanza e a buon mercato non significa che tutto vada per il meglio, anzi! Cosa c'è dietro tale scelta? Quali sono i suoi obiettivi? Quando e come finirà?

Ne abbiamo discusso, al primolunedìdelmese del 4 Maggio 2015, con Demostenes Floros, esperto del settore, analista geopolitico per la rivista Limes, docente al Master di 1° Livello in "Relazioni internazionali di impresa: Italia-Russia (Modulo: Energia)" dell’Università di Bologna.

Qui potete scaricare la sua presentazione e qui il glossario dei termini utilizzati, curato dallo stesso Autore.

 

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