«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Il Giornale di Vicenza, 30 Gennaio 2006

Intervista a Stefano Caserini, del Politecnico di Milano, intervenuto al nostro 3° corso glocal sul tema Da Kioto a… Katrina: effetto serra e cambiamenti climatici, il 24 Gennaio 2006, a Vicenza.


Il climatologo Caserini
«Terra più calda con uragani sempre più forti»
L’anidride carbonica liberata nell’aria è oggi a livelli mai raggiunti negli ultimi 20 milioni di anni. E la temperatura salirà di 2-3 gradi»
   
Cherubina Marte

Quali cambiamenti climatici dobbiamo aspettarci per il futuro? Possiamo risolvere il problema energetico con il nucleare? Abbiamo intervistato in proposito il prof. Stefano Caserini, docente di Fenomeni d'inquinamento della facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano e ospite del primo appuntamento del corso “Glocal: le paure, le ragioni, le minacce, le opportunità”, promosso da “Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo” e “Cooperativa Unicomondo”, con il patrocinio del Centro territoriale servizi scolastici (Ctss).
- Prof. Caserini, lei ha partecipato agli ultimi vertici mondiali sul clima, tra cui la recente conferenza a Montreal della “Convenzione sui Cambiamenti Climatici”. Come si modificherà il nostro clima nei prossimi anni?
«La comunità scientifica internazionale è molto preoccupata per i probabili incrementi di temperatura, dovuti alle emissioni dei gas-serra nell'atmosfera causate dall'uomo. I combustibili vengono bruciati per produrre energia e liberano nell'aria anidride carbonica che oggi è a livelli mai raggiunti negli ultimi 20 milioni di anni. Di conseguenza si prevedono innalzamenti di 2-3 gradi della temperatura terrestre e anche se è difficile valutare gli impatti ambientali, è possibile ritenere che alcuni fenomeni naturali come gli uragani si manifesteranno con maggiore potenza».
- Katrina, Rita e Emily sono allora effetti di questo processo?
«Il riscaldamento del pianeta influenza la forza degli uragani. Non a caso pochi mesi prima di Katrina la rivista Science aveva pubblicato uno studio che prevedeva l'aumento di uragani di grande intensità in seguito al surriscaldamento medio della temperatura del Mar dei Caraibi. Ci sono insomma evidenze scientifiche delle anomalie climatiche e oltre alle associazioni ambientaliste, si stanno mostrando particolarmente sensibili al riguardo anche le compagnie assicurative e le industrie».
- L'Italia si è impegnata a rispettare il limite delle emissioni di gas a effetto serra stabilito nel Protocollo di Kyoto?
«Il nostro paese è totalmente fuori strada per quanto riguarda il controllo delle emissioni inquinanti, infatti invece di diminuirle del 5% secondo quanto previsto dal Protocollo, le ha aumentate dell'11%. In Italia le voci che hanno più spazio sono quelle negazioniste, che rifiutano il legame fra le emissioni di anidride carbonica e i cambiamenti climatici. La scorsa estate il ministero dell'Ambiente ha dichiarato su “Famiglia Cristiana” che l'attività umana non ha alcun nesso con le anomalie del clima e che pertanto è inutile rispettare gli impegni internazionali assunti dall'Italia. A mio avviso è necessaria una maggiore consapevolezza del problema e i governi dovrebbero adottare non soltanto politiche a breve termine, bensì azioni che tutelino anche la popolazione futura».
- L'energia nucleare può risolvere il problema dei cambiamenti climatici?
«Un altro mito molto in voga in Italia è quello dell'importanza dell'energia nucleare per risolvere i cambiamenti climatici. I dati presentati dall'Iaea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) mostrano che l'energia atomica può essere una scelta vantaggiosa, ma non sufficiente per soddisfare la richiesta sempre maggiore da parte di tutti i paesi industrializzati. Inoltre non sono stati affrontati i tanti punti deboli del nucleare: le scorie, la sicurezza contro incidenti o attacchi terroristici, la contrarietà delle popolazioni locali, i costi assicurativi. A mio parere un'efficace strategia contro i cambiamenti climatici deve puntare sullo sviluppo delle fonti di energia alternative, meno inquinanti e ricche di potenzialità ancora da scoprire».

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