«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Il Giornale di Vicenza, 9 Novembre 2008

Sul pldm "Crisi finanziaria, modello al capolinea", svoltosi il 3/11/2008.

DIBATTITO. Due tesi
«Decrescita? Un’utopia» E l’esperto fa discutere

Leandra Pelle

«La decrescita è un’utopia reazionaria». Questo il giudizio duro di Vicenzo Comito, docente di storia della finanza all’università di Urbino e consulente di note aziende, sulla soluzione proposta dagli ambientalisti. E così si è animato un piccolo dibattito a margine dell’incontro sulla crisi finanziaria, organizzato dal “Primo lunedì del mese” all’istituto dei Saveriani.
Apre le danze una domanda dal pubblico: «Ma vista la crisi finanziaria possiamo mettere in congelatore decrescita e sviluppo sostenibile?».
«Decrescita e sviluppo sostenibile sono due cose molto diverse - sottolinea Comito - La prima è solo un’utopia, perchè chi deve decrescere oggi? Mentre quello dello sviluppo sostenibile è più fattibile».
Risposta che non è piaciuta all’anima ambientalista del pubblico, che subito ha ribattuto con Gaetano Callegaro, presidente di Legambiente, il quale ha sostenuto la fattibile applicazione della decrescita di Serge Latouche in rapporto non solo ai consumi ma anche all’aumento di vivibilità e felicità dell’uomo.
Comunque, l’incontro ha mostrato il vero sentimento dei vicentini nei riguardi della crisi finanziaria. Voglia di confrontarsi e di discutere, per trovare uno spiraglio tale da esorcizzare lo spettro che dall’America all’Italia ha messo in ginocchio imprenditori e gente comune.

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