«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Il Giornale di Vicenza, 22 e 24 Maggio 2009

Segnalazione e commento al seminario Scuola Territorio Religioni Culture  
 

  • Venerdì 22 Maggio 2009 (cronaca, pagina 18)

 
Oggi ai Ferrovieri
Seminario sulla scuola multietnica

“Scuola territorio religioni culture” è il titolo del seminario organizzato oggi alle 15 all’istituto comprensivo 8 di via Carta 3 ai Ferrovieri, organizzato da “Alternativa nord-sud per il 21° secolo (Ans-XXI)”: «L’aumento della componente studentesca di origine straniera e le trasformazioni che ciò innesca rappresentano sfide complesse». Dopo gli interventi del dirigente Urbano Bonato e del vicesindaco Alessandra Moretti, parleranno il dirigente Giovanni Colpo, il direttore del Centro educazione alla mondialità (Cem) Brunetto Salvarani e poi Francesca Angonese, Gaetano Callegaro, Isabella Sala e Annalisa Tosato. Marco Cantarelli presenta la 6a edizione dei corsi di formazione “glocal”, intitolata “Nel Paese di Bepi, Alì e Svetlana: sempre più multietnico, multiculturale e multireligioso”.



  • Domenica 24 Maggio 2009 (cronaca, pagina 21)

SCUOLA. Un seminario con amministratori e presidi ospitato alla “Carta” dei Ferrovieri
Straniero: tra i banchi diventa una risorsa
«Più che pensare in termini di “quote” per ogni classe meglio attrezzarsi per rispondere alla realtà cambiata»

[Foto]: La scuola multietnica è ormai una realtà incontrovertibile

Anna Madron

Lo straniero come risorsa, come occasione di confronto e arricchimento. A cominciare dai banchi di scuola dove ragionare in termini di percentuali di immigrati per classe può risultare addirittura anacronistico, dal momento che l'immigrazione non è più un “fenomeno”, ma una realtà in fieri con cui ci troviamo a convivere quotidianamente. È solo uno dei tanti spunti emersi nel corso del seminario intitolato “Scuola territorio religioni culture”, organizzato nella sede del comprensivo 8, ai Ferrovieri, da Alternativa Nord/Sud per il XXI secolo, con il patrocinio del Comune di Vicenza e del Ctss, il Centro territoriale servizi scolastici il cui presidente, il preside Urbano Bonato, ha introdotto i lavori e coordinato gli interventi. Tutti imperniati sul ruolo della scuola che l'assessore all'istruzione Alessandra Moretti ha distinto in “reale” e “legale”, ovvero la scuola del quotidiano, specchio del mondo e di una società sempre più complessa alla quale bisogna adattarsi e, dall'altra parte, la scuola delle normative, dei decreti legge, delle riforme calate dall'alto, come quella del ministro Gelmini, «che non nasce da un dibattito – ha sottolineato Moretti – e non è frutto di condivisione». Ecco perché l'ente locale ha il dovere di farsi carico delle diverse problematiche della scuola pubblica, promuovendo, per esempio, l'inclusione sociale, che è anche uno degli obiettivi del Pts, il Patto territoriale scolastico, siglato tra Comune e presidi e «concepito – ha precisato il vicesindaco Moretti – per favorire l'integrazione dei soggetti più fragili, ma anche per creare una rete fra le diverse agenzie educative del territorio». L'intento, insomma, dovrebbe essere quello di “governare la scuola” e non di “lasciarci governare”, ha fatto osservare Giovanni Colpo, dirigente del comprensivo 11 di via Prati, che ha posto l'accento sulla necessità da parte dei presidi di adottare una mentalità nuova che privilegia non tanto la quantità di iscritti nel proprio istituto quanto la qualità dell'offerta formativa che dovrà essere in parte comune e in parte modulata a seconda del contesto sociale. E che occorra rivedere certi atteggiamenti legati al passato lo ha ribadito anche Brunetto Salvarani, direttore del Centro educazione alla mondialità di Brescia. «Non si può – ha detto – pensare in termini di quote di stranieri per classe. La scuola, che è diventata terra di frontiera, non può illudersi di dare risposte semplici a problemi estremamente complessi, ma deve cercare di intercettare la realtà». Una realtà spiazzante perchè i cambiamenti sociali e religiosi sono avvenuti in maniera rapidissima. «C'è stato un errore politico di fondo: aver creduto, cioè, che queste trasformazioni fossero passeggere, qualcosa che nel giro di qualche anno sarebbe rientrato – ha concluso Salvarani - così abbiamo continuato a rincorrere l'emergenza, senza renderci conto che emergenza non è e che indietro non torneremo più».

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