«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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CUBA / Brutto giro di vite

Il primo marzo, poco dopo l'approvazione da parte della Assemblea Nazionale cubana di una durissima legislazione contro politici e giornalisti di opposizione, si è svolto a La Habana il processo contro: Vladimiro Roca, 56 anni, ex pilota delle Forze Armate Rivoluzionarie e figlio di Blas Roca, uno dei fondatori del partito comunista cubano; Marta Beatriz Roque, 55 anni, economista; René Gómez Manzano, 54 anni, avvocato; Félix Bonne, 61 anni, accademico. I quattro, esponenti del cosiddetto Gruppo di Lavoro della Dissidenza Interna, sono i prigionieri politici cubani di cui, forse, si è più parlato negli ultimi anni. Il processo, durato 14 ore, si è concluso con la condanna a 6 anni di reclusione per Roca e a 5 anni per gli altri tre, ritenuti tutti colpevoli di sedizione e incitazione alla sedizione mediante documenti e conferenze stampa, nonché di mantenere "legami con le modalità di aggressione degli Stati Uniti contro Cuba". Secondo la nuova legge approvata alla vigilia del processo, possono essere inflitte pene, che vanno dagli 8 ai 20 anni di carcere, a quanti "appoggino, agevolino o collaborino" con gli Stati Uniti e la loro politica di blocco nei confronti dell'isola caraibica. In questo caso, le pene inflitte sono risultate minori di quanto ci si aspettasse, mentre le autorità cubane hanno posto l'accento sul carattere "esemplare" della condanna.

A cura di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.

CUBA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.

CENTROAMÉRICA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

NICARAGUA / Vecchi e nuovi latifondisti

Migliaia di ettari di cooperative formate da ex militari a partire dal 1990, andate in rovina per mancanza di credito e sostegno tecnico, nonché piccoli appezzamenti di contadini poveri privi di titolo di proprietà, sono stati venduti in questi anni a prezzi stracciati. Nel loro messaggio al presidente Clinton in visita in Centroamerica, i produttori organizzati hanno calcolato in almeno mille le cooperative vendute in questo modo.

Di envío-Nitlapán. Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

NICARAGUA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.

PANAMÁ / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

GUATEMALA / È "ufficiale": fu genocidio

Il 20 febbraio, la Commissione per il Chiarimento Storico (CEH, nell'acronimo in castigliano) ha depositato presso la sede delle Nazioni Unite a New York, il documento Guatemala, Memoria del Silencio, che raccoglie le testimonianze e i dati relativi sui principali episodi di violazione dei diritti umani occorsi nel corso dei 36 anni di conflitto armato in Guatemala. Quindi, il 25 febbraio il rapporto è stato reso pubblico a Ciudad de Guatemala. La base di dati, con tutti i documenti allegati, resterà presso le Nazioni Unite per i prossimi 50 anni, durante i quali nessuno potrà avere accesso agli stessi.

 A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

GUATEMALA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

HONDURAS / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

MÉXICO / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

COSTA RICA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

EL SALVADOR / Elezioni: come da copione

Hanno vinto l'astensione e il disincanto. ARENA si assicura la presidenza, ma, più che una vittoria della destra, si tratta di una sconfitta dell'FMLN. Buona affermazione del centro-sinistra.
 
Di Ismael Moreno. Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

EL SALVADOR / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.

NORD/SUD / Dopo-Mitch: idee e proposte

Il presidente degli Stati Uniti Clinton ha visitato il Centroamerica fra l'8 e l'11 marzo. Ma, oltre a fornire aiuti umanitari e di emergenza, in che modo gli USA sosterranno la ricostruzione dei paesi centroamericani? Pubblichiamo stralci di un documento destinato a influenzare l'attuale politica statunitense nella regione.

Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

SCHEDA / Ma, cos'è una maquila?

Il termine deriva dall'arabo makíla, che anticamente stava a indicare la quota di macinato che il contadino pagava al proprietario del mulino per il suo servizio. Attualmente, in America Latina, per maquíla (si pronuncia come sopra) o maquiladora si intende una fabbrica, le cui dimensioni possono variare di molto, nella quale il capitale straniero controlla, in forme dirette o indirette, l'intero ciclo produttivo, fornendo anche la materia prima da lavorare e gestendo la commercializzazione finale del prodotto. Per questo, di solito, le maquílas sorgono in zone franche prossime a porti e aeroporti, dove godono di particolari vantaggi - leggi: esenzioni - fiscali. Di modo che, l'unica "ricchezza" frutto di queste industrie che resta nel paese ospitante è rappresentata dai salari operai, che sono peraltro bassi o bassissimi. Nelle maquílas i ritmi di lavoro sono quasi sempre massacranti, spesso l'ambiente di lavoro è del tutto insalubre, frequenti sono le molestie sessuali nei confronti delle donne lavoratrici - la manodopera è, infatti, soprattutto femminile -, mentre vietata o, comunque, apertamente osteggiata in forme anche minatorie e violente è la sindacalizzazione delle maestranze. In Centroamerica, le maquílas sono soprattutto tessili, a capitale prevalentemente asiatico (Taiwan e Corea del Sud) e statunitense.  Un'espressione sempre più frequente in Italia per indicare questo tipo di fabbriche è quella di "laboratori contoterzisti": tuttavia, accanto alle similitudini, non mancano differenze sostanziali fra le due esperienze, a cominciare dal contesto. (m.c.)

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