«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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NICARAGUA / Elezioni 2011: ha perso il Paese

Tre anni dopo la frode elettorale compiuta nelle elezioni del 2008, dispiace dover ripetere lo stesso giudizio, motivato dalle stesse ragioni, anche se oggi aggravato: ad aver perso è il Nicaragua. Hanno perso ulteriore credibilità tutte le sue istituzioni. E fatto ancor più grave: è venuta meno la fiducia nelle elezioni come via per risolvere i conflitti politici nel Paese. Tutti i nicaraguensi hanno perso. La società, già attraversata da enormi disuguaglianze sociali, è più polarizzata e divisa di prima. Un pericoloso passo indietro.

Della redazione di envío. Traduzione e redazione in italiano di Marco Cantarelli.

NICARAGUA / Dionisio Marenco: “Il governo deve tenere conto degli 800 mila voti per Gadea”


Sindaco di Managua dal 2004 al 2008, Dionisio Marenco, Nicho per gli amici, uno dei militanti e funzionari del Fronte Sandinista più qualificati e vicini al presidente Daniel Ortega per molti anni, ha condiviso con envío una serie di valutazioni sul recente processo elettorale e sul futuro del Paese.


Della redazione di envío. Traduzione e redazione in italiano di Marco Cantarelli.

NICARAGUA / Dopo la frode elettorale, il futuro si scrive con la R

Un mese dopo le elezioni fraudolente, il Nicaragua resta spaccato in due e vive un clima di attesa. Nei prossimi mesi ed anni, la popolazione nicaraguense che non accetta il risultato delle elezioni del Novembre scorso sarà di fronte ad un dilemma: rassegnarsi o resistere. O si rassegna ad accettare quanto è successo e tutto continua come prima, anzi peggio di quel che si è visto negli ultimi cinque anni; oppure si organizza per resistere e cambiare le cose.

Della redazione di envío. Traduzione e redazione in italiano di Marco Cantarelli.

GUATEMALA / 40 anni dopo, un militare presidente

L’aver eletto, senza brogli, un militare, anche se in pensione, fa precipitare il Guatemala nel suo passato. Otto Pérez Molina ha promesso “mano dura” e “cuore compassionevole”. Il suo, sarà un governo civile e democratico? A lui, l’onere della prova: dovrà convincere molti che il Paese non si avvierà verso un regime militarista. Come alcune, prime, inquietanti dichiarazioni fanno, invece, presagire. Verso un ulteriore degrado della democrazia?

Di Juan Hernández Pico. Traduzione e redazione in italiano di Marco Cantarelli.

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