«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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El SALVADOR / La destra cerca di mascherare la sua sconfitta elettorale

Al termine di tre mesi di campagna elettorale, il 1° Marzo scorso i salvadoregni hanno votato per scegliere i deputati all'Assemblea Legislativa ed al Parlamento Centroamericano, nonché i Consigli Municipali in 262 Comuni. Il fatto insolito di questo appuntamento elettorale – il terzo in soli 337 giorni – è stato il lunghissimo scrutinio finale. Che ha dato occasione ai media locali di non parlare dei risultati elettorali, quanto di sostenere il venir meno dell'istituzionalità dello Stato. È questa la tesi della destra, maturata nei cinque anni e mezzo di opposizione al governo del Fronte “Farabundo Martí” per la Liberazione Nazionale (FMLN). La realtà è che, fra il 2009 e il 2014, è venuta meno l'egemonia della destra salvadoregna in campo politico. Essa ha perso il controllo assoluto che aveva sulle istituzioni statali. E non potendole più controllare, oggi parla di “Stato fallito”. Convincere il popolo salvadoregno e la comunità internazionale di ciò sembra essere diventato l'obiettivo strategico della destra salvadoregna per riconquistare il potere perduto.

Di Elaine Freedman. Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.

In queste ultime elezioni erano in ballo i 262 Consigli Municipali, gli 84 seggi all'Assemblea Legislativa e i 20 seggi al Parlamento Centroamericano (PARLACEN) riservati a El Salvador.
I partiti politici in lizza erano: il Fronte “Farabundo Martí” per la Liberazione Nazionale (FMLN), l'Alleanza Repubblicana Nazionalista (ARENA), la Grande Alleanza per l'Unità Nazionale (GANA), il Partito di Concertazione Nazionale (PCN), il Partito Democratico Cristiano (PDC), il Cambiamento Democratico (CD), il Partito Salvadoregno Progressista (PSP), la Democrazia Salvadoregna (DS), la Fraternità Patriottica Salvadoregna (FPS) e il Partito Socialdemocratico (PSD). Inoltre, si sono presentati al voto alcuni candidati a deputato, non iscritti a partiti.
Il gruppo parlamentare salvadoregno al PARLACEN – elezione considerata di scarsa rilevanza dall'elettorato, in quanto la maggior parte di esso non sa di cosa si occupi tale struttura regionale – è risultato così composto: 8 seggi all'FMLN, 8 ad ARENA, 2 a GANA, 1 al PDC ed 1 al PCN.
Dei Consigli comunali, 129 saranno guidati da ARENA, 85 dall'FMLN, 19 da GANA, 20 dal PCN, 7 dal PDC, 1 dal CD ed 1 dal PSD.
L'FMLN ha riconquistato San Salvador (la capitale, ndr), Soyapango e Mejicanos (quest'ultimi due, importanti centri della cintura metropolitana della capitale, ndr). Inoltre, amministrerà il municipio di San Miguel, terza città del Paese: ed anche questo si considera un importante successo. Negli 85 Comuni vinti, l'FMLN governerà il 49% della popolazione salvadoregna.
ARENA ha, invece, recuperato Santa Ana, seconda città del Paese, e Santa Tecla, importante città dell'area metropolitana, governata dall'FMLN dal 2000, quando venne eletto sindaco Oscar Ortiz, attuale Vicepresidente della Repubblica. Santa Tecla sarà ora amministrata niente meno che da Robertillo D'Aubuisson, figlio del fondatore di ARENA, mandante dell'assassinio di monsignor Óscar Arnulfo Romero, ucciso il 24 Marzo 1980 e recentemente beatificato dal Vaticano.
Tuttavia, anche se questi cambiamenti saranno significativi per gli abitanti di queste località, essi non suppongono grandi cambiamenti nella mappa politica del Paese.
Anche nell'Assemblea Legislativa (il parlamento monocamerale, ndr) non si registrano grandi cambiamenti, anche se si registra una leggera ripresa del partito ARENA, che soltanto un anno fa sembrava sull'orlo della disintegrazione.
Rispetto alle precedenti elezioni (2012), tre partiti mantengono lo stesso numero di deputati: FMLN 31, GANA 11 e PDC 1.
ARENA passa, invece, da 33 a 35, sottraendo, in pratica, 1 seggio al PCN, che scende da 7 a 6, ed un altro seggio al CD, che di conseguenza cesserà di esistere non avendo più alcun deputato. Gli spostamenti di voto più significativi si sono verificati nel campo della destra, con la perdita di un seggio da parte del PCN a beneficio di ARENA.
In realtà, la composizione della camera legislativa non dovrebbe cambiare nella sostanza, qualora si mantenessero le alleanze fin qui sperimentate: FMLN-GANA, da un lato, e ARENA-PCN-PDC, dall'altro. Entrambi i blocchi hanno 42 seggi: la maggioranza semplice è di 43. Bisognerà, dunque, vedere se e quali spostamenti si verificheranno nella composizione dei gruppi parlamentari, essendo una costante degli ultimi anni la divisione nei partiti di destra.




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