NICARAGUA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.
DeficitSecondo il Banco Centroamericano de Integración Económica (BCIE), nel 1999, le importazioni continueranno ad aumentare mentre le esportazioni diminuiranno. Il deficit commerciale toccherà probabilmente il miliardo di dollari (era di 866,5 milioni nel 1998 e di 555,2 milioni nel 1997). Anche gli altri indici economici non lasciano ben sperare. Nessun problema, ribatte il presidente del Banco Central Noel Ramírez, che ha promosso una costosa e massiccia propaganda all'insegna di "Vamos por el camino correcto".
EfficienzaTuttavia, nella prossima riunione dei paesi donatori, in maggio a Stockholm, il governo nicaraguense non solo potrà essere accusato di poca trasparenza, ma anche di scarsa efficienza. Il 30% degli aiuti gestiti dal governo in vari progetti nel corso del 1997e 1998, finanziati dalla comunità internazionale per un valore di 400 milioni di dollari, è andato perso per incapacità esecutiva, inettitudine generale, scarsa professionalità. Senza contare che l'aggiustamento strutturale ha indebolito la capacità strutturale dello Stato nicaraguense, come l'uragano ha evidenziato.
NumeriUn esempio? Il governo asserisce di aver creato 157 mila posti di lavoro negli ultimi due anni. Come, dove, quando, nessuno lo sa, soprattutto il mezzo milione di disoccupati. Il fatto è che si tratta di puri calcoli matematici: ad un aumento del PIL pari al 4% nel 1998, dice il governo, dovrebbero corrispondere 70 mila occupati in più. E se per il 1999, Alemán annuncia trionfalmente una crescita del 7%, i nuovi posti di lavoro saranno allora 125 mila. Ammesso e non concesso tale automatismo, su quali basi, poi, il presidente possa "sparare" tali previsioni, non sembra impensierire gli economisti di governo.
CentralismoCon un decreto presidenziale, che contraddice l'obiettivo di "ridurre lo Stato" Alemán ha creato le Segreterie Dipartimentali e Regionali, cui ha affidato il compito di coordinare gli enti e ministeri pubblici in ogni territorio, informando la presidenza delle loro attività. Dei 12 nuovi funzionari, 5 furono a suo tempo deputati somozisti. Nella regione autonoma del Nord Atlantico, il netto rifiuto di questa nuova struttura burocratica ha rovesciato gli equilibri nel Consiglio Regionale. Ad ogni segretario è stato affidato un bilancio di 1,9 milioni di córdobas, una cifra del tutto sproporzionata rispetto ai pochi fondi assegnati alle municipalità. In realtà, data la stretta relazione fra partito e Stato, è del tutto probabile che il principale compito dei nuovi burocrati sia quello di coordinare le prossime campagne elettorali, municipali nel 2000 e presidenziali nel 2001.
RischiSecondo uno studio della agenzia statunitense PRS  Group, il Nicaragua è uno dei 25 paesi al mondo più a rischio per gli investimenti, alla stregua dell'Albania (prima della guerra nei Balcani) e della Repubblica del Congo. In contrasto, il vicino El Salvador è considerato fra i 25 paesi più interessanti per chi investe. Corruzione e polarizzazione politica le cause dell'instabilità economica.
SinistratiA metà febbraio, il governo ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di córdobas per crediti ai piccoli produttori colpiti da Mitch. Tuttavia, a giudizio delle ONG che forniscono crediti ai piccoli e piccolissimi produttori rurali, le condizioni imposte dal governo alle ONG e, al contempo, le agevolazioni previste per le banche commerciali che intendano intermediare tali fondi, faranno in modo che il denaro finisca nelle mani di quanti meno ne abbisognano. Il 70% dei crediti concessi dalle cinque ONG più importanti che lavorano in aree rurali - Nitlapán (con cui cooperiamo, ndr) CEPAD, FAMA, CARUNA e FONDEFER - lo sono in zone devastate da Mitch.
CubaSono partiti in febbraio 340 giovani, di comunità rurali molto povere, per studiare medicina nell'isola caraibica. L'offerta cubana era stata fatta all'indomani delle devastazioni provocate da Mitch. Sono 64 i medici e paramedici cubani in Nicaragua su un totale di 880 in tutto, presenti ad Haiti, colpito dall'uragano Georges, Honduras e Guatemala.
FidanzataMaria Flores Lanzas, nicaraguense-statunitense di 30 anni, già insegnante di scuola media a Miami, sposa promessa del presidente Alemán, non appena giunta in Nicaragua ha iniziato il suo nuovo lavoro presso il ministero dell'Educazione, come consulente del progetto "Aprende", il più importante fra quelli educativi finanziati dalla Banca Mondiale in Nicaragua.
ScuolaA metà febbraio, ha avuto inizio l'anno scolastico. Circa 200 mila bambini, pari al 20% della popolazione scolastica, non potranno però frequentare i corsi per le infime condizioni economiche delle loro famiglie. Inoltre, il 10% degli alunni segue le lezioni seduto per terra, in mancanza di sedie. In alcune scuole i banchi sono stati affittati a 20-30 córdobas mensili. Secondo un'inchiesta centroamericana, il Nicaragua è il paese della regione in cui lo Stato meno investe nell'istruzione. In Costa Rica, si stanziano annualmente 657 milioni di dollari, nel Salvador 320 milioni, a Panama 280 milioni, in Nicaragua 126 milioni, dei quali 60 sono frutto di donazioni e prestiti esteri. Di conseguenza, in media, i costaricensi guadagnano fra 425e 550 dollari al mese, i salvadoregni 400-500, i panamegni 358-580, i nicaraguensi appena 60-120.
ViolenzeNel 1998 sono aumentate le violenze e le violazioni sessuali fra le mura domestiche rispetto all'anno precedente, secondo dati della polizia. Sotto la categoria "lesioni" sono stati denunciati 15.820 casi; 1.264 invece quelli di violazione sessuale. Il reato meno denunciato è l'incesto: 28 casi. Nel 58% dei casi, la violenza avviene nella stessa casa, ad opera di familiari o conoscenti. Fra le vittime, l'87% sono state donne e bambine, il 20% minori di 13 anni e il 40% di età compresa fra 13 e 17 anni. Per quanto riguarda uomini e bambini maschi, il 50% di chi ha subito violenze aveva meno di 13 anni. A giudizio unanime di quanti si occupano di questo dramma, i casi documentati dalla polizia sono solo la punta dell'iceberg di questa piaga sociale.
VulcaniSecondo uno studio nella zona  del vulcano Casitas, dove il 30 ottobre morirono in pochi minuti 2 mila persone, oltre ai circa 1.650 ettari coperti dal fango, altri 3.300 risultano inabitabili e potranno al massimo essere utilizzati come terreni agricoli, pascoli o riforestati. La zona sarà delimitata con cippi. Lo studio ha scoperto che oltre 2 mila anni fa, una frana di dimensioni ancora maggiori sarebbe avvenuta alle pendici del Casitas.