MÉXICO / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés. Chiapas/1Il 21 e 22 febbraio, l'ambasciatore USA in México, Jeffrey Davidow nel corso della sua visita in Chiapas si è riunito per circa un'ora con il vescovo Samuel Ruiz. Al termine, Davidow ha dichiarato: "abbiamo parlato di molte cose riguardanti il Chiapas, del suo sviluppo economico, perché io sono venuto qui con un messaggio, che è questo: dobbiamo fare di più per aiutare il Chiapas per il suo sviluppo economico, gli investimenti, il commercio, il turismo e tante altre cose". Quindi ha aggiunto: "i chiapanechi possono avere i loro punti di vista, ma il punto di vista mio è che è necessario ormai estendere i benefici del trattato sul libero commercio a tutto il México". Da parte sua, per Samuel Ruiz la riunione è stata l'occasione di un proficuo scambio di idee sullo stato attuale del conflitto fra EZLN ed esercito messicano. Davidow, secondo Ruiz, non ha formulato giudizi politici sul conflitto: "Dal punto di vista diplomatico, non ha fatto alcuna dichiarazione che potesse essere interpretata come ingerenza. Egli non ignora la situazione, si vede che la conosce molto bene per il modo in cui formulava le domande e per come ascoltava le risposte, ma non ha espresso valutazioni di merito". Ruiz ha, inoltre, manifestato all'ambasciatore la "crescente preoccupazione" della Chiesa per la deteriorata situazione sociale e politica in Chiapas.
Chiapas/2In febbraio, sono stati espulsi dal paese Doriana Sandroni e Marco Bresciani, due italiani accusati dalle autorità messicane di aver partecipato ad attività politiche nel Chiapas. I due, in possesso di visto turistico, avrebbero collaborato secondo le autorità messicane con alcune scuole situate in zone sotto controllo zapatista: quanto basta per essere espulsi, secondo il governo messicano...
Diritti umaniAmnesty International ha reso noto in marzo il suo rapporto México, a la sombra de la impunidad all'ombra dell'impunità, ndt). In esso, si segnala come in questo paese siano disattesi i meccanismi legali che dovrebbero proteggere le vittime di violazioni dei diritti umani. Secondo il documento, istituzioni governative come la Commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) e la Procura Generale della Repubblica (PGR) svolgono un ruolo ambiguo quanto alla protezione dei diritti umani. Da un lato, la CNDH difende le vittime delle violazioni, ma allo stesso tempo cerca di sfumare le critiche dirette ad autorità accusate di commettere violazioni; dall'altro, la PGR si comporta in maniera definita "contraddittoria", dal momento che consente alle persone processate e condannate per violazioni dei diritti umani di continuare imperterriti nei loro incarichi pubblici. Amnesty ribadisce che in México si assiste una grave degrado nel rispetto dei diritti umani, specialmente negli Stati di Chiapas, Guerrero e Oaxaca, dove gruppi armati paramilitari commettono atti violenti in totale impunità. Inoltre, il rapporto segnala come l'esercito messicano continui a commettere violazioni al riparo di operazioni antidroga e di controinsurrezione. Per tutto ciò, Amnesty chiede al governo di dare prova di una chiara volontà politica per porre fine ad ogni tipo di abuso e prevenire il degrado di una situazione già critica. Amnesty indica il México, la Colombia e gli Stati Uniti come i paesi americani in cui la situazione dei diritti umani è alquanto precaria.
ElezioniIl 21 febbraio, si sono svolte elezioni negli Stati di Quintana Roo e Hidalgo. Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) ha conservato il governo in entrambi i casi, così come la maggioranza dei seggi nei rispettivi parlamenti. L'astensionismo ha superato, però, il 42% in Quintana Roo e toccato il 50% in Hidalgo.
PRIIl Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) ha compiuto in marzo 70 anni. Nel discorso tenuto per l'occasione, il presidente Ernesto Zedillo ha confermato l'intenzione di non procedere a designare il proprio successore, come tradizione (del PRI) vuole, secondo il rito cosiddetto del dedazo. Fino a ieri, infatti, era il presidente in carica a "nominare" il proprio successore, che veniva, per l'appunto, indicato con un dito nel congresso del partito. Lo stesso Zedillo è stato così scelto. Essendo il PRI il partito-Stato da oltre mezzo secolo al  potere, tale scelta ha sempre avuto il sapore più di un'investitura in qualche modo ereditaria, che di una candidatura democratica. Tale "regola" mai era stata messa in discussione, finora. Semmai, i potenziali candidati venivano eliminati fisicamente prima del tempo, come è successo nel 1994 con Donaldo Colosio e José Francisco Ruiz Massieu. Nondimeno, Zedillo ha chiarito che non resterà indifferente nella scelta del prossimo candidato, che ha auspicato possa avvenire attraverso una ampia consultazione con la base del partito. Tuttavia, l'opposizione del Partito della Rivoluzione Democratica non sembra dare molto credito alle parole di Zedillo. Secondo Manuel López Obrador, segretario del PRD, la democrazia interna al PRI è di fatto "inesistente". E Zedillo, secondo López Obrador, avrebbe pure già scelto il proprio successore: Francisco Labastida Ochoa, segretario di Gobernación, cioè ministro degli Interni.
PartitiÈ stato fissato un tetto di 119 milioni di dollari l'anno per il finanziamento pubblico ai partiti. La cifra è piuttosto alta. Motivo? Così, è stato detto, sarà evitata la tentazione di ricorrere a fondi illeciti per finanziare le campagne elettorali. È stato altresì fissato che ogni partito non potrà ricevere più del 10% del totale del finanziamento, mentre il limite per i contributi privati è stato fissato in 5,9 milioni di dollari.
DonneIl 33% delle famiglie messicane sono guidate da donne: ciononostante, quest'ultime continuano ad essere svantaggiate in tutti gli ambiti della vita sociale. Nella sola Ciudad de México, il 40% degli atti di nascita si riferiscono a madri adolescenti, minori di 16 anni, metà delle quali con ogni probabilità nubili, dal momento che si presentano da sole a registrare i neonati.