GUATEMALA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
ReferendumPeggio di così non poteva andare. Soltanto il 18% dell'elettorato guatemalteco è andato a votare nel referendum che doveva sancire una cinquantina di riforme alla Costituzione, ai sensi degli accordi fra governo e guerriglia, e consolidare così il processo di pace. Non solo: ma il 71% dei voti sono stati per il no al cambiamento in senso democratico del paese. La campagna elettorale si è svolta in un clima di terrore, disorientamento e manipolazione dell'opinione pubblica. Nondimeno, si tratta di una serio passo falso del processo di pace. Dagli esiti incerti.
TerroreIl 13 maggio, a soli 3 giorni dal citato referendum sulle riforme costituzionali, è stato assassinato nella capitale Roberto González, dirigente cittadino del Fronte Democratico Nuovo Guatemala (FDNG). González era impegnato nella campagna a favore della approvazione delle riforme.
ParamilitariA fine aprile, centinaia di abitanti del municipio di Colotenango, dipartimento di Huehuetenango, hanno assediato il commissariato locale in cui erano reclusi 11 ex membri delle Pattuglie di Difesa Civile, condannati a 25 anni per l'assassinio di un dirigente contadino, avvenuto nel 1993. Parenti e amici dei detenuti protestavano per il paventato trasferimento degli undici in altri tre centri di reclusione. A dar man forte, sarebbero quindi arrivati secondo il Comitato di Unità Contadina (CUC), ex comandanti delle PAC, oggi esponenti del partito di governo, e militari in borghese di una vicina base. Negli incidenti che ne sono scaturiti gli 11 rei sono riusciti a fuggire. L'episodio conferma, sostiene il CUC, la permanenza della struttura operativa delle PAC, con tutte le loro complicità, con funzioni di controllo della popolazione nell'interno del paese, nonostante il loro scioglimento formale.
DeforestazioneOgni anno si perdono 900 km2 di foresta in Guatemala. Di questo passo, il paese resterà presto senza boschi. La superficie del Guatemala è di 108 mila km2: di questi, 40 mila sono riserve forestali. Fra 30 anni, a questo ritmo di distruzione, potrebbero ridursi a 13 mila. La zona più colpita è il Petén, considerato il "secondo polmone di America", dopo l'Amazzonia. Nonostante l'opposizione degli ambientalisti e senza aver realizzato preventivamente studi di impatto ambientale, l'attuale governo ha dato licenza per lo sfruttamento di petrolio nella Riserva di Biosfera Maya. Ciò avrà un impatto devastante su un'area di 28 mila ettari.
EsercitoCirca 3 mila soldati parteciperanno quest'anno a campagne di riforestazione, vigilanza forestale, controllo degli incendi, etc.. I ministeri della Difesa e dell'Agricoltura (cui compete la salvaguardia ambientale) hanno raggiunto un accordo in tal senso della durata di 5 anni. Secondo l'opposizione politica e i gruppi ecologisti, l'intesa vìola gli accordi di pace firmati da governo e guerriglia, che non prevedono che all'esercito vengano assegnate funzioni di salvaguardia forestale. In questo modo, sostiene Carlos Conde del gruppo ecologista Madreselva, ciò permetterà all'esercito un più efficace controllo sul territorio. Nei fatti, sostiene Conde, l'esercito sta prendendo posizione nei luogi più strategici. Secondo il ministro della Difesa, il generale Héctor Barrios, 6 distaccamenti militari saranno insediati nel Petén per proteggere la Riserva di Biosfera Maya - nel nord del Petén, sorge la famosa zona archeologica di Tikal; questo dipartimento è il più boscoso del paese -. Nei fatti, secondo Conde, consentire all'esercito di collaborare nelle organizzazioni locali significa rieditare le Pattuglie di Autodifesa Civile (PAC). In breve, accordi come questo consentono all'esercito di proseguire nella militarizzazione della società. Questa volta, con il pretesto dell'ecologia.
SinistraSarà Alvaro Colom il candidato della sinistra nelle prossime elezioni presidenziali. Alvaro è fratello di Manuel Colom, sindaco della capitale assassinato nel 1979 sotto la dittatura del generale Romeo Lucas. Alvaro Colom è stato viceministro dell'Economia durante il governo di Jorge Serrano Elías (1991-93) e pure direttore del Fondo Nazionale per la Pace (FONAPAZ), incarico che gli ha consentito entrare in relazione con numerose comunità indigene, potenziali base di appoggio elettorale. Colom è candidato dalla Alleanza Nuovo Guatemala (ANN), sorta in aprile, in cui sono confluiti il Fronte Democratico Nuovo Guatemala (FDNG, presente in parlamento), l'Unità Rivoluzionaria Nazionale Guatemalteca (URNG, la ex guerriglia), l'Unità della Sinistra Democratica (UNID) e la formazione Desarrollo Integral Auténtico (DIA).
KosovoIl presidente Arzú ha offerto la disponibilità del suo paese a ospitare in via temporanea 1-2 mila famiglie di profughi kosovari, su richiesta di organismi umanitari internazionali.
Diritti umaniIl 19 marzo, la Missione delle Nazioni Unite in Guatemala (MINUGUA) ha presentato il suo nono Rapporto sul rispetto degli impegni assunti nell’Accordo Globale sui Diritti Umani. Il documento prende in esame il periodo compreso fra il 1 aprile e il 31 dicembre 1998. Secondo MINUGUA le violazioni continuano ad essere seguite da un sostanziale regime di impunità, in cui le gravi deficienze del sistema giudiziario si accompagnano alla mancanza di volontà di quelli che dovrebbero essere i tutori della giustizia. Il caso dell’assassinio del vescovo Juan Gerardi, avvenuto un anno fa, è quello più emblematico: nelle indagini, infatti, sono state commesse una serie di irregolarità da parte degli organismi incaricati di far luce sul crimine: nel trattamento degli arrestati, non proteggendo la scena del crimine, scartando pregiudizialmente il movente politico e «l’eventuale partecipazione di corpi di sicurezza». Nel periodo indicato, MINUGUA ha ricevuto 2.373 denunce di presunte violazioni, delle quali 345 sono state confermate. Di queste, l’80% è classificato come violazioni al diritto di vita. In altri 170 casi si sono verificate violazioni alla integrità e alla sicurezza personali; in 63 casi al diritto di libertà. La libertà di associazione e riunione è stata ostacolata in 303 occasioni. E ancora: in altri 50 casi si sono constatate violazioni del diritto dei popoli indigeni a parlare nella propria lingua.
Donne e famiglieIl 9 marzo, il Congresso guatemalteco ha approvato una nuova legge di tutela e promozione della donna e della famiglia, che sintetizza parte degli accordi fra guerriglia e governo, alcune leggi preesistenti, nonché impegni giuridici internazionali assunti in materia dal governo. Discordi i commenti delle donne impegnate in questo campo: per Eugenia Mijangos, del Coordinamento di Azioni Legali della Donna, la legge favorirà le azioni legali dello Stato per punire la violenza e la discriminazione contro le donne; di parere contrario, invece, è Patricia Pinto, della sezione di Difesa della Donna nella Procura dei Diritti Umani, per la quale è grave che il Congresso abbia soppresso tutte le norme relative al lavoro nella maquilas (le fabbriche “contoterziste”), alle molestie sessuali, nonché quelle tese a favorire l’occupazione di portatrici di handicap e anziane.
Evasione fiscaleA fine ‘98, erano circa 35 mila le grandi imprese private - industriali, agroindustriali, commerciali - debitrici nei confronti dello Stato. Il totale delle imposte non pagate si aggira sui 35 milioni di dollari. Gli imprenditori vorrebbero un condono del 90% del debito, comprese le multe relative, ma dell’ipotesi il ministro delle Finanze Peter Lamport nemmeno vuole sentire parlare in questo momento di seria crisi di liquidità a seguito del forte deprezzamento della moneta nazionale, il quetzal, nei confronti del dollaro, che ha obbligato le autorità monetarie a immettere sul mercato circa 160 milioni di dollari per alleviarne le conseguenze. Gli imprenditori, candidamente, sostengono che il condono incentiverà invece il futuro pagamento di nuove imposte, dando inizio a un nuovo sistema tributario.
Deficit commercialeSecondo dati del Banco de Guatemala, fra il 1990 e il 1998 le importazioni sono cresciute ad un ritmo assai maggiore delle esportazioni, generando un deficit commerciale che supera ormai i 2 miliardi di dollari, a fronte dei 437 milioni del 1990. Si tratta, in gran parte, di importazioni di beni di consumo e di capitale. Il 1996 è stato l’anno di maggior crescita (22,4%) delle importazioni, mentre le esportazioni sono cresciute solo del 16% quell’anno. Nel 1998, quindi, le importazioni sono cresciute del 20% e le esportazioni del 7,8%. Economisti vicini al governo attribuiscono l’aumento del deficit a problemi nelle esportazioni registratisi lo scorso anno. Le statistiche, tuttavia, smentiscono tale opinione: il 1998 è stato, nonostante tutto, un anno record per le esportazioni di zucchero, banane e caffè. Secondo altri osservatori, invece, il problema deriva dalla sopravvalutazione della moneta nazionale, il quetzal, attualmente scambiato intorno a 7 quetzales per 1 dollaro statunitense, ma che secondo gli stessi analisti dovrebbe scendere a 7,75-8 quetzales, pari ad una svalutazione del 10-14%. In questo quadro, la Giunta Monetaria ha previsto per il 1999 una svalutazione del 3% e crescita zero nelle riserve internazionali. Il che vuol dire che molto probabilmente il governo coprirà il deficit e sosterrà la propria moneta con entrate straordinarie derivanti dalla privatizzazione di imprese pubbliche e dagli aiuti per la ricostruzione post-Mitch.

Guatemala: bilancia commerciale negli anni ‘90 (in milioni di dollari statunitensi).

Anni  Esportazioni Importazioni Saldo
1990 1.211,5 1.648,8 437,3
1993  1.363,2 2.599,3 1.236,1
1996 2.056,3 3.146,2 1.085,0
1997 2.385,9 3.851,9 1.466,0
1998 * 2.561,9 4.650,9 2.089,0

*) stime preliminari.