CUBA / Notiziario

A cura di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.
RepressioneDel "giro di vite" contro la dissidenza interna e la piccola (ma non solo) criminalità dilagante nell'isola, abbiamo già scritto. Forse, però, è utile esaminare in tal senso cosa prevedano in concreto le nuove norme entrate in vigore, facendo - come suol dirsi - anche un po' di chiarezza. Perché, in realtà, due sono le legislazioni contemporaneamente introdotte il 16 febbraio scorso.
Una è la Legge per la Protezione dell'Indipendenza Nazionale e dell'Economia Cubana, che sarà applicata, nelle intenzioni del governo cubano, contro quanti appoggino, agevolino e collaborino con la legge Helms-Burton, con l'embargo (il bloqueo) e la guerra economica degli Stati Uniti ai danni dell'isola, nonché a quanti commettano fatti diretti a rompere l'ordine interno, destabilizzare il paese, lo Stato socialista e l'indipendenza nazionale. In questo ambito, si prevedono pene: da 7 a 15 anni per chi fornisca informazioni, in maniera diretta o indiretta, agli Stati Uniti a tali fini, o compia atti volti a danneggiare le relazioni economiche cubane con altri paesi; da 3 a 8 anni per chi accumuli, riproduca o diffonda materiale sovversivo, come anche per chi riceva o distribuisca risorse finanziarie o materiali provenienti dagli Stati Uniti a tali fini; da 2 a 5 anni per chi perturbi l'ordine pubblico in tal senso e collabori in qualsiasi modo con mezzi di diffusione stranieri, senza essere un giornalista legalmente accreditato, per tali obiettivi. Le aggravanti, per le quali si arriva fino a 30 anni di pena, sono: che a tali attività abbiano partecipato più persone; che la persona accusata abbia approfittato del proprio incarico pubblicio; che tali attività causino effettivamente danni all'economia cubana; che gli Stati Uniti ricorrano a rappresaglie contro Cuba a seguito di tali attività.
Sono evidenti in questo senso gli ampi margini di discrezionalità introdotti da questa normativa.
D'altro lato, le autorità cubane hanno inteso aggiornare e adeguare alla legislazione internazionale alcune norme del codice penale. In questo senso, sono state elevate le pene relative a vari reati legati a condotte sociali che cozzano contro i valori etici della società, la sicurezza pubblica e la salute della popolazione.
In questo ambito, è stata prevista la pena di morte per alcuni reati come il narcotraffico internazionale o gravi atti di violenza o corruzione di minori. Inoltre, sono stati previsti tre nuovi reati: il "lavaggio di denaro sporco", il traffico di persone, la vendita di minori.
Per i reati connessi al riciclaggio le pene vanno da 5 a 12 anni di carcere, oltre alla confisca dei beni.
Un altro degli "aggiornamenti" del codice penale riguarda i reati connessi al narcotraffico. Produrre, trasportare, trafficare, acquisire, introdurre, coltivare o nascondere droghe può costare da 4 a 10 anni di carcere e se le quantità sono ingenti, da 8 a 20 anni. Aggravanti sono: che la persona delinquente sia un funzionario o un'autorità dello Stato, oppure che cerchi di entrare nel paese dall'estero, che abbia rapporti con il narcotraffico internazionale; in questi casi, le pene vanno da 15 a 30 anni o possono comportare anche la pena di morte.
Quanto ai reati connessi alla prostituzione, le pene vanno da 4 a 10 anni per chi induce alla prostituzione, la promuove o la sfrutta. Se, poi, chi si dedica al prossenetismo lavora in campo sanitario, turistico, dell'ordine pubblico o dell'istruzione, oppure se ricorre a minacce, ricatti, coazioni o abusi di autorità, o ancora, se compie tutto ciò con persone invalide o handicappate o con persone affidate in cura a tale persona, le pene vanno da 10 a 20 anni. In presenza di delinquenti recidivi o abituali, le pene salgono ancora: da 20 a 30 anni.
Più dure anche le pene nei casi di furto con violenza: sottrarre qualcosa con violenza, intimidazione o scippo dalle mani di qualcuno viene punito con pene da 7 a 15 anni. Se il furto si realizza usando mezzi di trasporto pubblico o vestendo uniformi di corpi armati, fingendosi funzionari o mostrando falsi ordini: da 8 a 20 anni. Se il furto avviene in una casa abitata o lo realizza un gruppo organizzato e recidivo: da 20 a 30 anni e, a seconda dei casi, l'ergastolo. Se il furto comporta il sequestro, lesioni gravi o l'aggressione ad autorità o a vigilanti dei Comitati di Difesa della Rivoluzione: da 20 a 30 anni, fino alla pena di morte.
Per il furto con scasso, per chi entra in casa altrui usando chiavi false o vere, rompe o danneggia pareti, finestre, tetti, porte, mobili, o mette fuori uso eventuali allarmi: da 3 a 8 anni. Se poi indossa uniformi militari o si finge funzionario statale, se approfitta di calamità naturali o altre situazioni di emergenza o se ruba oggetti di considerevole valore: da 8 a 20 anni. Se il furto avviene in una casa abitata, se la persona delinquente è recidiva o organizzata in gruppo, si passa a pene fra 20 e 30 anni, oppure all'ergastolo.
Per il traffico di persone, si prevedono pene da 7 a 15 anni per chi organizzi o promuova l'emigrazione illegale. Penetrare in territorio cubano con mezzi di trasporto aereo o marittimo per favorire l'emigrazione clandestina, può costare da 10 a 20 anni. Le aggravanti in questi casi si riferiscono all'eventuale pericolo per persone o alle lesioni gravi o alla morte provocate: per queste si va da 20 a 30 anni, quando non l'ergastolo.
Avviare minori di 16 anni, siano essi eterosessuali od omosessuali, alla prostituzione o sfruttarli a fini pornografici viene punito con pene da 7 a 15 anni. Le aggravanti vanno dal ricorso alla violenza, alle indimidazioni, alle lesioni provocate, al fatto se la vittima sia minore di 12 anni, se chi compie il reato ha la potestà sul minore, se la vittima è invalida o handicappata, se a compiere il reato sono più persone: per tutti questi casi si va dentro per 20-30 anni.
Anche la pederastia è severamente punita: per l'abuso sessuale con violenza o intimidazione si prevedono da 7 a 15 anni. Se le conseguenze sono lesioni o malattie gravi o se la vittima è minore di 14 anni: da 15 a 30 anni, fino alla pena di morte.
Violentare una donna può costare da 4 a 10 anni di carcere. Se a commettere la violenza, poi, sono due o più persone o se la donna ha un'età compresa fra 12 e 14 anni: da 7 a 15 anni. Se la violenza comporta lesioni o malattie gravi o se la bambina ha meno di 12 anni, da 15 a 30 anni, e a seconda dei casi la pena di morte.
Ma anche disobbedire alle autorità può costare relativamente caro: da 3 mesi a un anno di detenzione, oppure una multa salata. Negare la propria identità od occultarla: da 6 mesi a 2 anni.
In tempi di crisi economica ed alimentare anche sacrificare illegalmente del bestiame comporta seri rischi: da 4 a 10 anni per chi ammazza, per esempio, una mucca; da 3 a 8 anni per chi la venda o la trasporti; da 3 mesi ad un anno, per chi ne compri la carne sapendo la sua origine illegale; da 2 a 5 anni per chi la consegni ad altri per commercializzare la carne; da 3 mesi a un anno per chi ometta di denunciare il fatto.
In tutti i reati, un'aggravante (ovvia) è il ricorso ad armi da fuoco o il ricorso a minori.
In linea generale, va detto, la popolazione cubana, evidentemente stanca e spazientita, sembra aver accolto con favore l'indurimento delle pene nei reati di furto, corruzione di minori, droga, etc.. Contro la pena di morte, purtroppo, si sono levate poche voci. Fra esse, quella del pastore evangelico Raul Suárez, deputato all'Assamblea del Poder Popular.
BéisbolL'intera isola si è fermata il 3 maggio scorso, incollandosi alle tv e radio per seguire la partita fra la nazionale di baseball cubana contro gli Orioles, una delle più forti squadri della lega superiore statunitense. 50 mila, inoltre, gli spettatori nello stadio di Baltimore, negli Stati Uniti. Si trattava della rivincita della partita giocata il 28 marzo scorso a La Habana e vinta dagli Orioles per 3 a 2. Stavolta, la nazionale cubana l'ha spuntata con largo margine: 12 a 6. Il sogno dei cubani è quello di giocare ora contro la squadra degli Yankees di New York, che schiera il lanciatore cubano Duque Hernández, che ha abbandonato l'isola lo scorso anno, con la prospettiva di guadagnare milioni di dollari nel campionato superiore statunitense. Ovviamente, l'evento va aldilà del suo significato sportivo, in quella che si profila ormai come la "diplomazia del baseball". Le autorità politiche e sportive di Baltimore hanno fatto di tutto per scongiurare che la partita si convertisse in uno scontro fra fautori e oppositori del castrismo. E ci sono riuscite. Notevole lo schieramento di polizia. Non più di due a testa i biglietti venduti, per evitare che gruppi di provocatori potessero concentrarsi in qualche zona dello stadio. Vietate anche le manifestazioni nei pressi dello stadio. Ciononostante, durante la partita, 4 persone hanno invaso il campo da gioco cercando di fare un po' di propaganda anticastrista, ma sono state prontamente fermate. Cuba ha inviato a Baltimore una delegazione di 250 persone, attentamente scelte, e rappresentative della gloriosa storia beisbolera dell'isola. Soltanto una di di esse ha "disertato", chiedendo asilo politico negli Stati Uniti: si tratta di Rigoberto Betancourt, 54 anni, lanciatore oggi in pensione. Si era speculato, inoltre, che altri 6 cubani - 4 ex giocatori, un ex arbitro e un allenatore - avessero anch'essi chiesto asilo. Le cose sarebbero andate, però, diversamente: i sei avrebbero perso l'aereo, mentre le autorità statunitensi avrebbero comunque esercitato pressioni perché restassero negli USA. I giocatori cubani hanno espresso il proprio desiderio di poter giocare negli Stati Uniti, senza dover abbandonare l'isola in forma definitiva: "Vivere a Cuba e non essere obbligati a fuggire per poter giocare nelle Grandi Leghe" (così si chiama il campionato superiore, ndr), ha dichiarato Luis Ulacia, interpretando il desiderio generalizzato della squadra cubana, la migliore al mondo fra i "non professionisti" (ma meglio sarebbe dire, fra i poveri).
EmbargoA fine aprile, il presidente Clinton ha annunciato la revisione di alcune norme che impedivano fino a ieri la vendita di generi alimentari e medicinali a Iran, Libia e Sudan. Il sottosegretario di Stato Stuart Eizenstat ha dichiarato che impedire a tali paesi di acquistare sul mercato tali beni di prima necessità colpisce cittadini innocenti, non indebolisce i regimi, nuoce all'immagine degli Stati Uniti nel mondo e priva le imprese USA  dell'opportunità di esportare i propri prodotti (soltanto l'Iran, si calcola, importerà grano e zuccchero per 500 milioni di dollari). Sante parole, che non si capisce per quale motivo non siano applicabili nei confronti di Iraq, Corea del Nord e Cuba: fornire cibo e medicine a questi paesi resta un reato (negli Stati Uniti, s'intende), salvo le poche eccezioni previste nel caso dell'isola dalla politica del "doppio binario" cara alla Casa Bianca.
Chiese/1In occasione della Pasqua cristiana, gli evangelici cubani (che, al contrario del resto dell'America Latina, nell'isola si chiamano "protestanti"), hanno celebrato per la prima volta dal 1959 un culto in uno scenario pubblico. Presso la Sala Polideportiva di La Habana, cioè in un palazzetto dello sport, si sono radunate 5 mila persone, appartenenti alle 49 diverse confessioni - battista, avventista, presbiteriana, metodista, pentecostale, etc. - riunite nel Consiglio delle Chiese di Cuba. Alla celebrazione, condotta dal pastore metodista Rinaldo Hernández, hanno assistito anche rappresentanti del governo. Altri culti "in pubblico" seguiranno in queste settimane, fino a culminare il 20 giugno prossimo in una grande celebrazione religiosa nella storica Plaza de la Revolución, dove già papa Giovanni Paolo II celebrò messa un anno e mezzo fa. L'evento sarà trasmesso in diretta dai mass-media cubani.
Chiese/2Una messa celebrata dal cardinale Jaime Ortega nella parrocchia di San José de las Lajas ha dato il via il 22 maggio scorso ad un pellegrinaggio che toccherà 191 luoghi di culto cattolico nelle nove zone in cui è divisa l'arcidiocesi della capitale, con l'obiettivo di preparare la chiesa cattolica cubana al Terzo Millennio. Le manifestazioni religiose sono aperte da un crocefisso alto 3 metri, detto la "Croce della Riconciliazione". Un pellegrinaggio simile, allora con la immagine della Vergine della Carità del Cobre, patrona di Cuba, si svolse in lungo e in largo per tutta l'isola alla vigilia del viaggio del papa nel gennaio 1998. La gerarchia cattolica sollecita da tempo al governo di poter realizzare la propria opera pastorale al di fuori del ristretto ambito degli edifici ecclesiastici.
Diritti umaniNell'annuale sessione svoltasi a Ginevra, la Commissione per i Diritti Umani dell'ONU ha approvato il 23 aprile una risoluzione di condanna del governo cubano in cui si chiede la fine della repressione e la liberazione di tutti i prigionieri per motivi politici e religiosi. La mozione è passata con stretto margine: 21 voti a favore, 20 contro e 12 astensioni. Lo scorso anno, interrompendo una serie di condanne consecutive sempre richieste dalla delegazione USA, favorita dal clima di apertura successivo alla visita del papa, Cuba aveva ottenuto un importante risultato diplomatico, evitando di finire nella "lista nera" dei paesi che violano sistematicamente i diritti umani. Quest'anno, no: la risoluzione presentata da Polonia e Republica Ceca ha raccolto, tra gli altri, i voti di Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia e, ovviamente, Stati Uniti. Cina e Russia si sono astenuti. Tuttavia, a differenza del passato, questa volta non è prevista la nomina di un "relatore speciale" per verificare la situazione dei diritti umani nell'isola.
DiplomaziaA fine maggio, è stato destituito il ministro degli Esteri cubano Roberto Robaina, subito rimpiazzato da Felipe Pérez Roque, 34 anni, già segretario personale di Fidel Castro. La notizia, apparsa sul quotidiano Granma, organo del partito, ha colto di sorpresa un po' tutti: soltanto pochi giorni prima, era stata annunciata una missione di Robaina in America Latina. In realtà, era nell'aria il possibile siluramento del ministro. Motivi possibili: la condanna inflitta a Cuba nel campo dei diritti umani (vedi sopra, ndr), considerata uno smacco diplomatico per l'isola; dissidi politici e, forse, personali fra lo stesso Robaina e Carlos Lage, il vicepresidente ritenuto il vero "delfino" di Castro, nonché la poca simpatia che il "giovane" Robaina sembra riscuotere nelle forze armate. Sta di fatto che mentre Robaina non è riuscito a entrare nel Consiglio di Stato, Pérez Roque sì, è stato subito chiamato a far parte del vertice. La sostituzione non cambierà la politica estera cubana, assicura La Habana. E quella interna?
JugoslaviaCuba segue con molta attenzione la crisi balcanica. Pur criticando duramente la NATO  per la scelta di bombardare quel che resta della federazione jugoslava, relegando in un angolo le Nazioni Unite, Fidel Castro ha ribadito che il governo cubano è favorevole ad una soluzione politica, "la sola possibile", "sulla base del rispetto di tutte le nazioni di quella regione, delle sue religioni, delle sue etnie e delle sue culture: una soluzione per serbi e kosovari". E perché non ci siano dubbi, ha sottolineato che Cuba appoggia "sia i diritti dei serbi che quelli dei kosovari". Da parte sua, l'ambasciatore cubano all'ONU ha ironizzato sulla apparente inclinazione dei paesi della NATO "a creare rifugiati piuttosto che a riceverli". La posizione cubana è che finché non cessino i bombardamenti, nessun accordo è possibile, né il Consiglio di Sicurezza dell'ONU può adottare la risoluzione del G-8. Fidel Castro ha pure rivelato che una delegazione della Comunità di Sant'Egidio, in Roma, ha visitato Cuba ai primi di aprile. Ad essa, il governo cubano ha prospettato la disponibilità cubana di inviare personale sanitario - un migliaio fra medici e paramedici - nei campi profughi in Albania e Macedonia. Ovviamente, in forma assolutamente gratuita. Il governo cubano aveva dichiarato anche la propria disponibilità ad assistere sul piano sanitario, sempre gratuitamente, i rifugiati kosovari che eventualmente venissero ospitati presso la base USA di Guantánamo, nell'oriente dell'isola.
Ita-gnoloSi è svolto dal 18 al 21 maggio a La Habana un seminario cui obiettivo era promuovere lo studio della lingua e della letteratura italiane nell'isola. Professori cubani e italiani si sono confrontati al riguardo. "La moda, le canzoni e persino il film "La vita è bella" hanno a che vedere con la idiosincrasia comune degli italiani e dei cubani", ha commentato una professoressa cubana di lingua italiana presente all'incontro. Il contatto culturale e linguistico fra Cuba e Italia è in costante crescita, non foss'altro perché ogni anno circa 200 mila turisti italiani visitano l'isola.
AIDSUn nuovo vaccino contro l'AIDS (SIDA, in castigliano) cui lavora l'équipe guidata da Carlos Duarte, 36 anni, comincerà ad essere sperimentato su un campion umano a fine '99. La precedente formula di vaccino, risultato di dieci anni di ricerche, è stata anch'essa testata su persone volontarie, ma la sperimentazione ha dovuto essere interrotta nel 1998 a causa degli effetti collaterali. Nonostante la sua effettività -  il 50% aveva effettivamente sviluppato anticorpi contro il virus HIV - queste persone hanno però accusato fortissimi dolori al braccio in cui era stato iniettato loro il vaccino. La sperimentazione è stata quindi sospesa. "Attualmente, disponiamo di una nuova formula, ma non dobbiamo creare false aspettative, molte vengono meno lungo il cammino", ha dichiarato Duarte. Cuba è uno dei cinque paesi al mondo - con Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Svizzera - ad aver sintetizzato una formula di vaccino che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha autorizzato a sperimentare su un campione umano. Il 72% dei 2.223 sieropositivi cubani sono giovani maschi.
GeneticaIl Centro di Ricerca Genetica di La Habana ha annunciato di aver scoperto un anticoncezionale che regola la fertilità nei mammiferi maschi. L'invenzione è stata sperimentata con successo sui suini. Il nuovo prodotto esercita un'azione sugli ormoni maschili, regolando il ciclo riproduttivo degli animali. Al farmaco, gli scienziati cubani sono arrivati mediante sintesi chimica; tuttavia, hanno dichiarato, prossimamente puntano a produrlo per la via dell'ingegneria genetica.