«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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HONDURAS / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
BambiniBuone notizie dal rapporto UNICEF sullo Stato Mondiale dell’Infanzia, 1999: il tasso di mortalità infantile nel paese è sceso da 50 ogni mille abitanti nel 1990 a 38 nel 1998. Tuttavia, circa 9 mila minori sotto i 5 anni sono morti ancora nel 1998 per malattie che si sarebbero potute facilmente curare. La prima causa di morte infantile restano la diarrea o altre malattie gastrointestinali (30% dei casi), con un’incidenza di 5.238 casi ogni 100 mila abitanti; seguono le infezioni respiratorie acute, che provocano la morte nel 24% dei casi, con una incidenza di 17.374 casi ogni 100 mila abitanti. D’altro canto, la mortalità materna rappresenta la prima causa di morte per le donne in età produttiva e le principali cause di decesso sono le emorragie, infezioni, ipertensioni e altri disturbi legati alla pressione. Secondo il rapporto, il 70% dei decessi infantili e materni avviene in casa e non in ospedali o centri di salute, il che riflette le gravi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.
AiutiA metà agosto, il presidente Carlos Flores ha firmato due nuovi accordi di cooperazione economica per un totale di 117 milioni di dollari con l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID). Gli aiuti sono parte del “pacchetto” di 300 milioni di dollari approvati nel maggio scorso dal Congresso statunitense per finanziare la ricostruzione del paese dopo il passaggio dell’uragano Mitch. Del totale, 99 milioni saranno spesi per promuovere il programma di sviluppo municipale e prevenzione dei disastri. I restanti 18 milioni saranno utilizzati per la costruzione di case “stabili” per i sinistrati. I finanziamenti saranno amministrati dai municipi e da ONG  locali. Nell’attualità, l’USAID  sta realizzando progetti di ricostruzione per un totale di 174 milioni di dollari. I programmi più importanti riguardano la riattivazione economica attraverso crediti e tecnologia agricola, per 59 milioni di dollari, e ricostruzione di ponti e strade, per 48,5 milioni di dollari.
EmigrazioneIl 20 agosto scorso è scaduto il termine per gli honduregni immigrati illegalmente negli Stati Uniti per mettersi al riparo del Regime di Protezione Temporanea, stabilito dal governo statunitense dopo il disastroso passaggio dell’uragano Mitch. Questa sorta di amnistia temporanea concede il permesso di residenza legale e di lavoro per un periodo di 18 mesi. Il periodo “di grazia” è iniziato il 5 gennaio scorso e si concluderà il 5 luglio 2000. Secondo il ministro degli Esteri honduregno Roberto Flores Bermúdez, il programma ha avuto successo, dal momento che 96.450 dei 110-120 mila honduregni che risiedono negli Stati Uniti hanno sanato la propria situazione, almeno momentaneamente.
EsportazioniIl deficit commerciale è aumentato di 325 milioni di dollari nel primo semestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 1998, raggiungendo i 651,4 milioni di dollari. Le esportazioni sono scese del 30,8%, passando a 648,6 milioni di dollari, mentre le importazioni sono aumentate del 3%, toccando il miliardo e 300 milioni di dollari. La caduta delle esportazioni è dovuta principalmente ai danni causati dall’uragano Mitch: le esportazioni di banane, per esempio, sono precipitate dell’87%, con una “perdita” di 146,9 milioni di dollari.
Debito esteroIn agosto, gli Stati Uniti hanno condonato altri 65 milioni di dollari del debito bilaterale che l’Honduras ha nei confronti di Washington. Di questi, 25 milioni saranno destinati al Fondo di Fideiussioni costituito presso la Banca Mondiale per far fronte agli impegni del servizio del debito multilaterale. Tale onere implica per l’Honduras il pagamento di 200 milioni di dollari ogni anno: di questi, il paese centroamericano ne ha già versati 20 prima dell’accordo.

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