«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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COSTA RICA / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
MareSecondo l’Istituto di Risorse Costiere e Marine, un’organizzazione non governativa costaricense, nel golfo di Nicoya, nel Pacifico nord, la pesca è diminuita del 50% negli ultimi 10 anni a causa del supersfruttamento e della distruzione provocata dai fiumi inquinati provenienti dalle zone più popolate del paese, che sfociano nel golfo. Secondo i registri ufficiali, sono circa 3 mila le persone autorizzate a pescare nella zona, ma altrettante lo farebbero in maniera illegale. Per frenare questa tendenza alla distruzione delle risorse marine, il citato istituto sta costruendo delle barriere artificiali a base di materiali di scarto che non provochino inquinamento - scartando, ad esempio, pneumatici -, al fine di stimolare la riproduzione delle specie marine che vivono nella zona. Per creare un metro cubo di “scoglio” artificiale occorrono 21 dollari:un anno dopo, tuttavia, esso genera 30 dollari per l’aumento della produttività che favorisce. Secondo Jorge Campos, direttore dell’istituto, «le barriere artificiali sono fra cinque e dieci volte più produttive di una naturale, dal momento che le larve, le alghe, i pesci e altre specie marine colonizzano sia la parte esterna che interna del materiale sommerso». Per Campos, la creazione di scogli artificiali costituisce un grosso passo avanti nella soluzione del problema del golfo di Nicoya, anche se maggiori controlli andrebbero esercitati alla fonte per ridurre l’inquinamento.
IstruzioneIl 96% del bilancio annuale del ministero dell’istruzione viene destinato al pagamento dei 47 mila fra docenti e personale amministrativo, mentre solo il 4% dello stesso è speso per l’acquisto di beni, servizi, attrezzature, strutture. Per la Defensoría de los Habitantes - equivalente alla nostra figura di “difensore civico” -, tale percentuale sarebbe ancora inferiore: soltanto l’1,1% a fronte del 98,3% del bilancio speso in salari. Il Costa Rica ha stanziato nel 1999 circa 689 milioni di dollari per l’istruzione, pari al 6,5% del prodotto interno lordo. La Costituzione del paese sancisce che tale percentuale non possa scendere sotto il 6%, per tutto il sistema educativo, università compresa. Ma, per la citata Defensoría anche il calcolo del PIL è sottostimato; quindi, sostiene, bisognerebbe spendere di più per l’istruzione.
Agricoltura Secondo dati ufficiali, la produzione nazionale di granaglie è sensibilmente diminuita dal 1992; di conseguenza, aumentano le importazioni di mais, fagioli, riso. Come risulta dalla tabella qui sopra, soltanto la produzione di riso ha sperimentato una leggera crescita, anche se questa è stata letteralmente “mangiata” dall’aumento della popolazione nel periodo considerato. L’aumento delle importazioni è influenzato, secondo alcuni osservatori, dalla credenza che risulti più economico comprare all’estero tali prodotti piuttosto che produrli in patria, a causa della deficiente infrastruttura produttiva del paese, delle alte prestazioni sociali previste per i lavoratori, dell’assenza di una politica chiara del governo a favore della produzione e della mancanza di sovvenzioni.

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