PANAMÁ / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di Roberto Valdés.
PresidenzaIl primo settembre, Mireya Moscoso, ha assunto la presidenza: 53 anni, vedova del tre volte presidente panamegno (1940, 1949 e 1968) nonché tre volte rovesciato Arnulfo Arias, Moscoso è la prima donna a guidare il paese nei suoi 96 anni di vita indipendente. In Centroamerica, è invece la seconda presidente della Repubblica, dopo doña Violeta Barrios de Chamorro, in Nicaragua.  Al riguardo, quest’ultima ha commentato nel suo caratteristico stile: «le cose stanno cambiando in Centroamerica. Ora tocca alle donne, che gli uomini riposino...». Da parte sua, l’indigena guatemalteca Rigoberta Menchú, premio Nobel per la pace, ha promesso il suo appoggio alla neopresidente perché «ha un grande significato che sia una donna a ricevere il canale e ad inaugurare il nuovo millennio». Moscoso ha vinto le elezioni dello scorso 2 maggio, superando il candidato del partito del governo uscente, Martín Torrijos, figlio di Omar Torrijos, morto nel 1980 in un incidente aereo dai contorni oscuri. Nella campagna elettorale, Moscoso aveva attaccato duramente le misure economiche di carattere neoliberistico prese dall’allora presidente Ernesto Pérez Balladares, quali le privatizzazioni e l’aggiustamento strutturale. Tali posizioni le hanno procurato senza dubbio consensi nei settori più colpiti da tali misure. Si tratta di vedere ora, se effettivamente Moscoso potrà o saprà mettere in pratica il discorso populistico e antineoliberistico che le ha fatto guadagnare i voti con cui l’elettorato panamegno ha punito Pérez Balladares. Due i vicepresidenti che affiancheranno Moscoso: Arturo Vallarino e Kaiser Bazan.
SondaggiA conclusione della presidenza di Pérez Balladares, la CID-Gallup ha voluto sondare al riguardo l’opinione della popolazione panamegna. Il sondaggio, pubblicato dal periodico El Panamá América, si è svolto fra il 20 e il 25 agosto, su un campione di 1.205 persone adulte di tutto il paese. Per il 45% di esse, l’amministrazione di Pérez Balladares è stata negativa o molto negativa. Per il 46%, il presidente ha beneficiato soprattutto gli imprenditori, mentre per il 60% il presidente si è dimenticato dei poveri. Soltanto per il 24%, la situazione del paese è migliorata sotto la sua presidenza. Fra il 72 e l’80% delle persone intervistate considera negativamente le privatizzazioni realizzate da Pérez Balladares delle aziende di telefonia e di distribuzione dell’energia elettrica. Pérez Balladares sarà ricordato in maniera positiva, secondo l’inchiesta, principalmente per la costruzione di strade e ponti, ma negativamente per quanto riguarda i salari dei lavoratori e la creazione di posti di lavoro. Il precedente presidente del paese, Guillermo Endara, concluse il suo mandato con un indice positivo di gradimento di 11 punti; Pérez Balladares, invece, ha fatto segnare un indice negativo di 36 punti. Il che è tutto dire...
IndultoHa suscitato molte polemiche l’indulto concesso da Pérez Balladares a fine agosto, pochi giorni prima della scadenza del suo mandato, al governatore della provincia di Panamá, Eduardo Herrera, accusato di aver violato l’autonomia universitaria ordinando l’ingresso delle forze speciali anti-sommossa nel campus dell’Università di Panamá durante una giornata di proteste realizzata da studenti universitari e di secondaria, nel dicembre 1998. Gli studenti manifestavano contro le misure neoliberistiche del presidente. La decisione causò notevole malessere in vasti settori universitari. Il rettore dell’università Gustavo García de Paredes ha respinto l’indulto ritenendo che Herrera abbia commesso un reato comune e non politico, per la qual cosa non poteva essere “graziato” in questo modo. Il 31 agosto, ultimo giorno della presidenza di Pérez Balladares, gli studenti hanno inscenato nuove proteste, scontrandosi con la polizia e paralizzando la città. Bilancio: 11 studenti feriti. Il 30 agosto, il presidente aveva concesso l’indulto anche ad altre 35 persone processate, secondo il presidente, per reati contro lo Stato. Anche su questi indulti si è scatenata una polemica, dal momento che fra i beneficiati del provvedimento vi sono persone condannate e/o indagate per omicidio, torture e narcotraffico. Così, il 3 settembre, il nuovo ministro della Giustizia, Wiston Spadafora ha annunciato che tutti gli indulti concessi, compreso quello all’ex governatore Herrera, saranno derogati in attesa di nuove indagini.
Debito/1Cinque giorni prima di lasciare la presidenza, Pérez Balladares ha reso note le cifre del debito pubblico panamegno al 30 giugno 1999, basate sui dati raccolti da revisori esterni incaricati di una verifica in questo senso. Il debito pubblico ascende, dunque, a 7 miliardi 155 milioni di dollari, circa 273 milioni in meno che nel 1994, prima che Pérez Balladares assumesse la presidenza. Del totale, 5 miliardi 419 milioni corrispondono a debito estero, mentre a 1 miliardo e 736 milioni è costituito dal debito pubblico interno. Secondo il presidente uscente, il debito estero è sceso dunque di 87 milioni e quello interno di 186 milioni. Un «successo impressionante», ha commentato, sfidando la neopresidente a fare di meglio.
Debito/2Il 20 agosto, l’Assemblea legislativa panamegna ha approvato una legge che autorizza il condono di 6,2 milioni di dollari di debiti accumulati da oltre 120 organizzazioni contadine che hanno ricevuto prestiti dal Banco de Desarrollo Agropecuario, fra il 1970 e il 1985. In quel periodo, tale banca ha concesso crediti per 95 milioni di dollari, dei quali 76 sono stati rimborsati; dei restanti 17 milioni, 6,2 sono stati ora condonati. Il governo ha riconosciuto che molti dei programmi finanziati con questi fondi erano carenti sul piano della progettazione; senza contare gli errori e le irregolarità commessi da funzionari del ministero di Sviluppo Agricolo. Tutte ragioni per le quali non sembrava giusto che a pagare per tali deficienze fossero i produttori.