«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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CUBA / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.
SotomayorNel corso dei XIII Giochi Panamericani svoltisi a Winnipeg, Canada, ai primi di agosto Javier Sotomayor è risultato positivo ai test antidoping. Nelle sue urine sono state rinvenute nientemeno che tracce di cocaina. Detentore del record del mondo di salto in alto con 2,45 metri, all’atleta cubano è stata, quindi, ritirata la medaglia d’oro vinta nei giochi, con un salto di 2,30 metri. Sotomayor è stato, quindi, sospeso per due anni da tutte le gare internazionali. Di conseguenza, non ha potuto partecipare ai Campionati Mondiali di Atletica di Sevilla, svoltisi a fine agosto. Il governo cubano, che non accetta il verdetto di Winnipeg, ha diplomaticamente motivato l’assenza di Sotomayor dai campionati in questo modo: l’atleta si è sottoposto ad un intervento chirurgico per una ernia al disco. La delegazione sportiva cubana inviata in Canada ha denunciato subito una «manipolazione», forse avvenuta attraverso cibi adulterati. Sotomayor si è dichiarato innocente, sostenendo di non prendere nemmeno vitamine e di conoscere la cocaina solo «dai film». In una intervista al Granma, il quotidiano ufficiale cubano, ha dichiarato: «Sono sicuro che si tratti di una manovra, non so in che modo possa avere avuto luogo, ma sono vittima di una canagliata». Due giorni dopo la squalifica di Sotomayor, anche per tre sollevatori di peso cubani, vincitori nelle loro specialità, è scattato il ritiro delle medaglie essendosi comprovata la presenza di nandrolone, una sostanza dopante, nelle loro urine. Il governo ha interpretato la vicenda come parte dello stesso complotto. Sotomayor è l’unico atleta americano ad aver vinto consecutivamente 4 medaglie d’oro nei Giochi Panamericani. Ha stabilito per tre volte il record mondiale nel salto in alto ed è stato campione olimpionico a Barcelona e campione mondiale in-door in quattro occasioni e due all’aperto. Anche in questi Giochi Panamericani, gli atleti cubani hanno portato a casa molte medaglie: 69 d’oro, 38 di argento e 44 di bronzo. Cuba si è piazzata seconda nel medagliere, dopo il Canada, confermandosi il primo paese latinoamericano in campo sportivo. Sotomayor, forse l’atleta cubano più famoso del secolo, rappresenta per Cuba un simbolo che va aldilà del fatto sportivo: Javier, 31 anni, è infatti “figlio” della rivoluzione, emblema della “potenza” sportiva (e non solo) che è diventata Cuba, grazie ai servizi sanitari ed educativi, gratuiti ed avanzati, che costituiscono il fiore all’occhiello del governo cubano. Sotomayor è considerato, quindi, una  sorta di eroe nazionale, amato dal popolo cubano, che per questo ha reagito irato e incredulo alla notizia, dimostrando una enorme solidarietà verso l’atleta. Approfittando dei Giochi, 13 persone, componenti la delegazione cubana, fra cui 11 atleti, hanno “disertato”, preferendo restare in territorio canadese. Anche in questo caso, le autorità sportive cubane hanno denunciato il costante assedio patito dalla delegazione cubana durante i Giochi, espressione di ostilità nei confronti dell’isola. Ai primi di settembre, in una intervista televisiva durata tre ore, Fidel Castro ha reso noti i risultati delle indagini che sul caso hanno condotto le autorità sportive cubane. Castro ha ribadito la teoria del complotto teso a screditare lo sport cubano e spiegato in dettaglio il risultato delle contro-analisi delle urine degli atleti cubani accusati, svolte nei laboratori di Barcelona, Madrid e Lisboa,  risultati - inutile dirlo - tutti negativi. All’intervista erano presenti anche periti, testimoni e specialisti. «Non ci daremo pace fino a quando non saranno ripuliti i nomi dei nostri atleti», ha dichiarato Fidel, che ha sollecitato il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Juan Antonio Samaranch a indagare a fondo sulla vicenda. In attesa di appurare - se mai si saprà - quale delle due versioni sia quella vera, Cuba si è proposta come sede delle Olimpiadi del 2008. Nel motivare la candidatura, Castro ha sostenuto che lo sport nell’isola è un diritto di tutta la popolazione, che Cuba ha raggiunto notevoli vittorie internazionali in campo sportivo, che il paese dispone di strutture materiali adeguate e vanta alti principi morali in campo sportivo, e che è esemplare il suo contributo alla formazione di atleti e tecnici sportivi in numerose parti del mondo.
VenezuelaA metà luglio, nella sua prima visita ufficiale in qualità di ministro degli Esteri cubano, Felipe Pérez Roque è volato in Venezuela per tre giorni. Pérez Roque ha ringraziato il governo di Hugo Chávez «il gesto nobile e generoso» di ampliare in senso favorevole i termini dell’accordo di San José, in base al quale il Venezuela fornisce petrolio a condizioni favorevoli a 11 paesi centroamericani e caraibici. Ciò consentirà a Cuba di accedere a nuove linee di credito per acquisire greggio. In novembre, si celebrerà a La Habana l’XI Vertice Iberoamericano di capi di Stato. In vista di tale appuntamento, Chávez si sta rivelando un alleato chiave di Castro per il successo dell’importante iniziativa diplomatica con cui Cuba intende rompere l’isolamento cui è sottoposta. Uno dei paesi che si rifiuta di partecipare al vertice, in segno di ripudio della «dittatura castrista» è il Nicaragua. La posizione negativa nicaraguense potrebbe influenzare anche quella del Costa Rica e del Salvador, anche se nel caso salvadoregno la questione è resa più complicata dalla vicenda dei due salvadoregni condannati a morte a Cuba per attività terroristiche - le bombe negli alberghi di due anni fa -. In questo quadro, Chávez avrebbe offerto al presidente Alemán il condono del debito petrolifero nicaraguense nei confronti del Venezuela se Managua assisterà al vertice. Il disgelo nelle relazioni venezuelano-cubane si esprime anche in curiose circostanze. Castro ha invitato Chávez, quando questi visiterà l’isola in occasione del vertice iberoamericano, ad una partita di béisbol: il primo nel ruolo di allenatore della formazione cubana, il secondo nel ruolo di pitcher (lanciatore) della squadra venezuelana. Chávez ha accettato, annunciando che si sta già allenando per l’evento... In effetti, il presidente venezuelano è un ex giocatore professionista di baseball, che in passato ha coltivato il sogno di giocare nella lega superiore degli Stati Uniti. L’inedita esperienza di “rivoluzione a partire dalle istituzioni” che sta vivendo il Venezuela da quando Chávez è arrivato alla presidenza - legalmente, con voto democratico e non con un golpe militare come cercò di fare qualche anno fa... -  ha aperto per Cuba un nuovo scenario continentale, in un momento in cui aumentano le tensioni intorno alla crisi colombiana. Sia Cuba che il Venezuela hanno messo in guardia gli Stati Uniti dal commettere l’«errore colossale» (Castro) di intervenire militarmente in Colombia, con il «rischio di provocare un piccolo Vietnam» (Chávez). Fonti giornalistiche hanno paventato l’ipotesi che l’intervento USA potrebbe spingere ad una alleanza fra Cuba, Venezuela e guerriglia colombiana.
TesoriUna impresa canadese specializzata, la Visa Gold Exploration, ha iniziato a fine agosto le ricerche in acque territoriali cubane di tesori di incalcolabile valore storico (ed economico) affondati con decine di galeoni spagnoli in epoca coloniale. L’azienda canadese si affianca ad altre due imprese già impegnate nel sondare i fondali caraibici, in quella che è stata definita la «corsa all’oro più lucrosa della storia». Per trecento anni, Cuba è stata punto di incontro delle navi spagnole che trasportavano oro, argento e altri tesori in grandi quantità dalle colonie americane verso l’Europa.
TurismoA fine agosto, è stato rimosso il ministro del Turismo Osmany Cienfuegos, esponente della generazione che lottò contro Batista. Come sempre accade a Cuba in questi casi, i motivi della sostituzione non sono noti, il che favorisce ogni tipo di speculazione. Da vari mesi, per esempio, si vociferava di uno scandalo di corruzione in cui sarebbe coinvolto un ente statale del settore che avrebbe favorito una rete di “turismo sessuale”.
EnergiaNell’isola di Turiguanó, nella parte centro-orientale dell’isola, zona battuta dai venti, è entrato in funzione il primo impianto di energia eolica a Cuba. Mille case sono già servite dall’energia così prodotta.
ZuccheroDalla prossima zafra (la raccolta della canna da zucchero) che avrà inizio a fine 1999, l’isola comincerà a produrre cinque nuovi tipi di zucchero per l’esportazione, nel quadro del programma di diversificazione della sua industria più tradizionale, negli ultimi tempi in forte crisi. Lo zucchero potrà essere, dunque: bianco; brillato o in polvere, per la fabbricazione di dolci; dorato, con cristalli più grandi dei soliti; liquido, per birre e altre bevande; e caramellato, per bibite del tipo cola.   
VacciniL’Istituto “Finlay” di Cuba ha raggiunto un accordo a fine luglio con il gruppo farmaceutico britannico-statunitense Smithkline Beecham per la commercializzazione in tutto il mondo del vaccino contro la meningite di tipo B, scoperto nell’isola negli anni ‘80 e considerato l’unico efficace a livello mondiale. La compagnia pagherà a Cuba i diritti sia per la registrazione del vaccino che, in seguito, per le vendite del prodotto. Dal momento che, in base all’accordo, il vaccino andava prima sperimentato in laboratori belgi, proprietà di una filiale statunitense della citata compagnia, era necessaria una autorizzazione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, incaricato di verificare il rispetto della legge Helms-Burton, che aggrava l’embargo ai danni dell’isola. Contro molte aspettative, tale autorizzazione è stata concessa. «Per la prima volta in 40 anni di blocco, il governo degli Stati Uniti ha autorizzato la vendita di un prodotto cubano, e non si tratta di sigari o rum», ha commentato Erick Martínez Torres, della direzione tecnico-scientifica del ministero della Sanità Pubblica. L’accordo rappresenta non solo una vittoria contro l’embargo, ma anche un successo della ricerca biotecnologica dell’isola. Secondo cifre dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mezzo milione di persone nel mondo soffre annualmente di meningite nelle sue tre versioni; un 10% di esse muore. Dal 1988, Cuba ha proceduto a vaccinare la sua popolazione e sradicato in un 94% l’incidenza della malattia. Da allora, ha esportato circa 40 milioni di dosi in Brasil, Argentina, Colombia e altri paesi latinoamericani.

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