«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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CUBA / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di María López Vigil.
RussiaIl 17 ottobre, il presidente delle federazione russa Vladimir Putin ha annunciato che dal prossimo gennaio la Russia chiuderà le sue basi militari e di spionaggio elettronico ancora attive in Vietnam, nella base della baia di Cam Ranh, e a Cuba, in località Lourdes (sic!). L’annuncio sembra aver colto di sorpresa il governo cubano. Tale base, prima sovietica e poi russa, era stata istallata a Cuba nel 1964, ad una sessantina di chilometri da La Habana, su un’area di 72 km2. Vi lavoravano circa 1.500 fra tecnici e militari russi. Dal 1992, la Russia pagava a Cuba un affitto, che fra il 1996 e il 2000 ha raggiunto il suo “tetto”: 200 milioni di dollari l’anno. Il capo di stato maggiore delle Forze Armate russe, Anatoli Kvashnin ha motivato il ritiro con i cambiamenti nella situazione politico-militare del mondo e con la necessità di risparmiare. La chiusura della base di Lourdes pone la parola fine alla presenza militare russa nell’isola. Anche se Putin, che ha visitato Cuba nel dicembre 2000, ha dichiarato di aver preso la decisione dopo una lunga trattativa con il governo cubano, quest’ultimo ha smentito, ribattendo che si tratta piuttosto di una decisione unilaterale, ed ha bollato il ritiro come una «concessione fatta al governo degli Stati, che costituisce un grave pericolo per la sicurezza di Cuba» in questo momento. Nella sua nota ufficiale, il governo cubano spiega quelle che, a suo dire, sono le differenze esistenti fra la base russa in Vietnam e quella a Cuba. Mentre la prima non sarebbe di fatto di alcuna utilità per la Russia, dal momento che «il Vietnam non corre alcun pericolo di aggressione militare in questo momento da parte degli Stati Uniti», lo stesso non si può dire nel caso di Cuba, chiosa il governo cubano, che ricorda come nel 1992 la Russia abbia voluto conservare il Centro Radioelettrico di Lourdes «come elemento importante per la propria sicurezza strategica ed in modo speciale per la verifica del rispetto degli accordi di disarmo nucleare fra USA e Russia». Il governo cubano respinge, pertanto, la cancellazione unilaterale dell’accordo relativo alla base e chiede alla Russia di rinegoziare la questione «in forma ragionevole, giusta e dignitosa». Da parte sua, il presidente Bush che ha appreso da Putin la notizia durante il Foro sulla Cooperazione Asia-Pacifico svoltosi a Shangai, ha accolto favorevolmente la decisione russa, sostenendo che «è un altro segnale che la Guerra Fredda è finita» e che Putin «comprende che Russia e Stati Uniti non sono (più) avversari».
TurismoNella quarta settimana di ottobre, il tasso di cambio è sceso a 26 pesos per un dollaro, il più basso dal 1998. Prima dell’11 settembre, il tasso di cambio era di 22 pesos per un dollaro. Tale “scivolone” della moneta cubana è attribuito alla crisi che ha già cominciato a colpire il settore turistico nell’isola, che riduce la circolazione di divise straniere, nonché l’invio di rimesse familiari dalla Florida. Secondo il ministro del Turismo cubano, in settembre il numero di turisti è sceso del 5% e nelle prime due settimane di ottobre del 13%.

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