«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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PANAMÁ / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di envío.
CanaleNei primi sei mesi del 2001, il transito di navi per il Canale è diminuito del 3,2%; anche il volume dei carichi trasportati è sceso del 2,9% ed anche il pagamento dei pedaggi ha visto ridursi le entrate dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A ciò si accompagnano altri indicatori negativi sull’economia del paese. Il che porta vari economisti a parlare di rischio di recessione.
11 SettembreRicordando l’invasione militare statunitense a Panamá nel 1989, il Movimento Nazionale per la Difesa della Sovranità (MONADESO) si è detto contrario ad una partecipazione panamegna alla guerra contro l’Afghanistan, anche per il timore che attentati terroristici compiuti per rappresaglia mettano in pericolo la sicurezza del Canale. D’altro canto, la Camera Americana di Commercio ha deciso di rinviare i propri investimenti a Panamá. Le compagnie più colpite sono il trasporto aereo e il turismo. A Panamá, gli Stati Uniti rappresentano il 40% degl investimenti stranieri diretti; seguono il Regno Unito (25%) e il México (19%).
Armi chimicheVi sarebbero ancora proiettili non esplosi e altri materiali pericolosi nell’isola San José, usata in passato come poligono di tiro dagli eserciti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada. Lo sostiene uno studio della Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche. Secondo il governo panamegno, durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’isola sarebbero stati fatti almeno 81 esperimenti con tali armi.
DebitoSecondo uno studio della Facoltà di Economia dell’Università di Panamá, nel primo semestre del 2001, il debito pubblico panamegno era di 8 miliardi e 345 milioni di dollari, pari all’81% del PIL. Di questi, 6 miliardi e 275 milioni di dollari, cioè il 61% del PIL, corrispondono a debito estero, mentre 2 miliardi e 75 milioni circa, pari al 20% del PIL, corrispondono a debito interno. Nel 2002, il governo panamegno dovrà sborsare un miliardo e 400 milioni per servizio del debito estero: circa 835 milioni in ammortamenti e 565 milioni in interessi. Il tasso di interesse medio che il paese paga sul debito estero è del 9-10%. A ciò, si sommano gli utili derivanti da investimenti stranieri che vanno pure pagati, sottraendo ancora risorse al paese. Il bilancio preventivo dello Stato per il 2002, presentato alla Assemblea legislativa, è di 6 miliardi 280 milioni di dollari, di cui si sa già che il 22,3% sarà destinato al servizio del debito.
AgricolturaForti perdite ha causato la siccità nei primi 8 mesi di quest’anno, calcolate in almeno 13 milioni di dollari. La produzione di granaglie e di zucchero, e l’allevamento, i settori più colpiti.
PoliticaLa presidente della Repubblica Mireya Moscoso è stata rieletta presidente anche del suo partito per i prossimi cinque anni. Moscoso ha battuto lo sfidante Guillermo Endara, già presidente della Repubblica. Con 185 mila iscritti, il Partito Arnulfista è la seconda forza del paese ed ha potuto vincere le elezioni grazie ad una alleanza con forze minori. La nomina di Moscoso è vista con preoccupazione da settori imprenditoriali e del mondo del lavoro, alle prese con la crisi economica e con l’aumento della disocuppazione e della povertà. D’altro canto, l’organismo Trasparenza Internazionale, che verifica il grado di corruzione esistente in vari paesi del mondo, ha formalmente chiesto a Moscoso di superare il clientelismo e la discrezionalità nella nomina dei funzionari pubblici, applicando una nuova normativa in questo senso, promessa peraltro in campagna elettorale.
MinoriLa denutrizione di cui soffrono molti bambini panamegni fa sì che la loro altezza media sia più bassa del 22% della media. Il problema è particolarmente acuto nelle aree indigene.

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