NICARAGUA / Notiziario

Di Marco Cantarelli su note di envío.
ElezioniNegli ultimi sondaggi condotti in luglio, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) continua ad essere in testa, con margine sufficiente per passare al primo turno – il 35% è la soglia da superare; altrimenti si va al ballottaggio, in cui diventa necessario il 45% più uno dei voti –. Tuttavia, si va riducendo la distanza fra le percentuali di consenso a Daniel Ortega e ad Enrique Bolaños: 39,4% contro 34,4% nell’inchiesta di metà luglio. In forte crescita è, infatti, il candidato della destra attualmente al governo, che ha più che raddoppiato i consensi dal maggio scorso. Peraltro, tali sondaggi non tengono ancora debitamente conto dell’impatto della crisi interna al Partito Conservatore e dell’ipotesi di un’alleanza di questo con forze di centro-sinistra – la cosiddetta “terza via” –, i cui candidati Noel Vidaurre e Carlos Tünnermann – già ministro dell’istruzione e ambasciatore a Washington per il governo sandinista – si sono ritirati dalla contesa. A sostituirli è ora la coppia formata dal professore Alberto Saborío e dalla imprenditrice Consuelo Sequeira, entrambi di provata fede conservatrice. Secondo sondaggi condotti da mass-media, l’intenzione di voto per i conservatori sarebbe già scesa dal 17,7% all’11.4%, ma per una verifica bisognerà attendere forse inchieste più esatte. Non si esclude che, a questo punto, il PC possa ritirarsi del tutto dalle elezioni, con il chiaro proposito di favorire la rimonta del candidato liberale.

Caso Narváez-OrtegaIl 15 luglio, in una lunga intervista televisiva, l’ex ministro degli Esteri sandinista, e per questo sacerdote sospeso a divinis, Miguel D’Escoto ha minimizzato la portata della denuncia per incesto e prolungato abuso sessuale formulata contro Daniel Ortega dalla figlia adottiva Zoilamérica Narváez nel marzo ‘98, ai fini della candidatura elettorale del leader sandinista. «Non perché non siano spiacevoli le cose che lei dice – ha affermato D’Escoto – ma la cosa è già argomento del passato; in realtà, non ha fatto presa in Nicaragua».
Rompendo così un silenzio pubblico sulla vicenda di oltre due anni, Zoilamérica ha inviato una lunga lettera a D’Escoto, pubblicata a stralci dai mass-media, in cui questi viene accusato di partecipare ad una «cospirazione del silenzio»: «Le ragioni per le quali le mie accuse “non hanno fatto presa” –si legge fra l’altro – hanno a che vedere con il velo di complicità che lei e molti altri avete steso perché il popolo nicaraguense non sapesse la verità... La sua complicità favorisce il fatto che migliaia di donne, in Nicaragua, siano abusate sessualmente tutti i giorni nelle loro case e che persone come lei non solo stiano zitte, ma applaudano per non nuocere all’immagine di un idolo, di un falso profeta che anche lei ha contribuito a fabbricare».
In un’intervista alla rivista statunitense Newsweek del 6 agosto, Daniel Ortega ha così risposto sull’argomento: «Non c’è un briciolo di verità di verità in quelle accuse. Io potrei rinunciare alla mia immunità per rispondere alle accuse. Ma preferisco pagare il costo politico invece di ferire la mia famiglia. Andare davanti al giudice significherebbe affrontare tali accuse e causare danno». L’immunità cui si riferisce Ortega è quella parlamentare, della quale sia i deputati liberali che quelli sandinisti hanno deciso di non spogliarlo, due anni fa.