«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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NICARAGUA / Notiziario

Di Marco Cantarelli, su note di envío.
SandinoIn un crescendo di populismo a buon mercato, il 31 maggio, Arnoldo Alemán ha inaugurato una statua di bronzo alta tre metri di Augusto C. Sandino, a Niquinohomo, città natale del General de Hombres Libres. Nel suo discorso, Alemán ha definito Sandino «paradigma del più puro nazionalismo latinoamericano», un uomo «di idee e militanza rivoluzionaria indiscutibilmente liberale», «un nicaraguense eccezionale che mai fu marxista e ancor meno comunista». Anche se ha alluso agli «invasori che mai riuscirono a batterlo» e «alla ignominiosa imposizione delle forze militari straniere», Alemán ha evitato di nominare gli Stati Uniti.
TrasportiA metà maggio, la decisione di una quarantina di cooperative di trasporto di Managua di aumentare, senza alcuna autorizzazione legale, il biglietto dell’autobus da 2 a 3 córdobas (circa 500 lire, ndr), ha scatenato l’ennesima crisi politica e sociale, che rende ancor più manifesta l’ingovernabilità nel paese. In sostanza, i trasportisti chiedono al governo di sovvenzionare il combustibile, al fine di calmierare il costo del biglietto a 2 córdobas, senza pregiudicare la redditività del servizio. Da parte sua, il governo nega tale sussidio, sia per la scarsa liquidità disponibile, sia per motivi elettorali; quindi, in un miscuglio di intransigenza e negligenza, sostiene non avere facoltà di obbligare i trasportisti a ridurre i prezzi perché ciò sarebbe compito dei sindaci – e la maggioranza dei municipi urbani sono amministrati dall’FSLN... –. A sua volta, il municipio di Managua sostiene di aver facoltà di abbassare i prezzi, né di multare i trasportisti. Di conseguenza, la popolazione assiste impotente all’aumento dei prezzi. In questo clima, ai primi di giugno, gli studenti universitari di Managua hanno inscenato manifestazioni, in alcuni casi degenerate in violenza, per spingere i trasportisti a ridurre il costo del biglietto. Da parte loro, uno sciopero dei trasportisti ha bloccato la circolazione nella capitale e in altri centri urbani del paese. Altri episodi di violenza hanno accompagnato questa protesta.
CorruzioneA fine maggio, ha preso il via la raccolta di 50 mila firme necessarie per sollecitare la Contraloría General de la República (CGR) ad indagare sull’origine delle fortune economiche accumulate negli ultimi anni dal presidente Alemán e dalla sua famiglia, fino al quarto grado di consanguineità. L’iniziativa è promossa da tre deputati liberali dissidenti: Sergio García Quintero, Leonel Téller e Eddy Gómez, che è pure cognato del presidente. Téller ha presentato prove documentali sulle ricchezze accumulate – a scapito di beni pubblici – da Alemán, nonché delle donazioni internazionali di cui si sarebbe appropriato il presidente. La petizione popolare suggerisce che la Contraloría chieda aiuto anche alla INTERPOL e all’FBI. Il presidente della CGR, Guillermo Argüello Poessy, ha tuttavia irriso all’iniziativa, sostenendo che il reato di “arricchimento illecito” non è previsto in Nicaragua e pertanto nessuna investigazione può essere condotta in tal senso. D’altro canto, la commissione anticorruzione del parlamento ha respinto la richiesta del deputato dell’FSLN Víctor Hugo Tinoco di aprire d’ufficio un’indagine su Alemán. Motivo? Non bastano la denunce dei mass-media a far aprire un’indagine...
Caso Narváez-OrtegaIn maggio, fonti dell’FSLN hanno “passato” ad un telegiornale la “notizia” secondo cui Zoilamérica Narváez sarebbe giunta ad un accordo extragiudiziale con il suo (ex) patrigno Daniel Ortega, al fine di non pregiudicare la candidatura presidenziale di quest’ultimo. In tal modo, Ortega si sarebbe liberato del tremendo peso che significa la denuncia per incesto e abuso sessuale presentata in tribunale da Zoilamérica Narváez nel giugno 1998. Con un breve comunicato spedito a tutti i mass-media, Zoilamérica ha smentito subito la cosa: «Vorrei chiarire che 19 anni di abuso sessuale non sono negoziabili, ancor meno per proteggere l’uomo che ha abusato di me fin da quando ero bambina», ha scritto. Dopo un silenzio complice di oltre tre anni di quasi tutta la classe politica e delle autorità ecclesiastiche del paese, che non hanno fatto caso alla denuncia di Zoilamérica Narvaez sostenendo trattarsi di “problema privato”, la campagna elettorale ha riportato all’attualità il caso. I liberali lo usano per screditare Daniel Ortega; i sandinisti approfittano del silenzio responsabile di Zoilamérica Narváez per cercare di far dimenticare il debito che Daniel Ortega ha con la giustizia e con tutta la società.
FSLN/1A fine maggio, l’Assemblea Sandinista ha ratificato, senza discuterne, la candidatura a vicepresidente della Repubblica per l’FSLN del socialcristiano Agustín Jarquín Anaya, già Contralor General de la República.  Nel suo discorso, Daniel Ortega ha affermato che l’FSLN rinuncia – nonostante per mesi avesse ventilato il contrario – a trasformare il sistema presidenziale in vigore nel paese in uno parlamentare; d’altro canto, in forma confusa ha proposto, dopo la sua eventuale vittoria, un referendum su «un nuovo sistema di governo» basato su assemblee municipali popolari che non solo sarebbero consultate su questioni economiche, sociali e politiche, ma che potrebbero anche emettere risoluzioni su tali temi, che il parlamento poi ratificherebbe.
FSLN/2A metà maggio, Daniel Ortega si è recato in visita in Libia. A Muammar Gheddafi ha chiesto il condono del debito nicaraguense di 250 milioni di dollari nonché nuovi investimenti libici in Nicaragua nei prossimi anni. L’FSLN calcola il costo della sua campagna elettorale intorno ai 10 milioni di dollari.
ElezioniIl Consiglio Supremo Elettorale, composto da 4 magistrati liberali e 3 magistrati sandinisti, ha proceduto ad una ristrutturazione interna, separando l’area politica da quella amministrativa. La segreteria generale del CSE si occuperà, quindi, di cartografia, informatica, finanze e risorse umane; mentre una nuova segreteria tecnica curerà i certificati e registri elettorali, le relazioni coi partiti e le questioni elettorali. A capo di questa nuova segreteria, come previsto dal patto Alemán-Ortega, è stato nominato Lino Hernández, già direttore della Commissione Permanente dei Diritti Umani (CPDH, in spagnolo), da anni impegnato nel denunciare dirigenti sandinisti. Più che per l’esperienza nel settore, di cui è privo, Hernández sembra sia stato scelto per garantire il controllo politico sulla delicata materia in vista del voto di novembre.
ConservatoriIl 23 maggio, non senza ritardi e tensioni, il CSE ha ratificato la partecipazione alle prossime elezioni presidenziali del Partito Conservatore (PC), dopo aver verificato le firme raccolte a sostegno della sua candidatura, come richiesto dalla legge elettorale. Superato questo ostacolo, è iniziata la battaglia politico-legale per impedire l’esclusione del candidato alla vicepresidenza della Repubblica per il PC José Antonio Alvarado, liberale dissidente del PLC, nonché tre volte ministro (in diversi incarichi) del governo Alemán. Com’era nelle previsioni, i magistrati del PLC nel CSE hanno deciso a maggioranza di escludere Alvarado. Tuttavia, per ovvi interessi elettorali, i 3 magistrati dell’FSLN nel CSE hanno fatto mancare il quorum necessario per rendere valida tale decisione. Il CSE è uscito, dunque, nuovamente polarizzato e paralizzato, ma soprattutto delegittimato in un contesto elettorale già precario. Per quanto riguarda Alvarado è notevole l’appoggio che ha ricevuto da politici, settori della società civile ed ambasciatori di vari paesi.
LiberaliSempre in maggio, il Partito Liberale Costituzionalista ha formalizzato al CSE l’alleanza elettorale con il Partito della Resistenza (cioè, la ex Contra) e con Cammino Cristiano, formazione vicina a settori evangelici. Ai primi di giugno, quindi, Enrique Bolaños – primo fra i candidati presidenziali –, ha reso nota una sintesi del proprio programma di governo. E per la prima volta, ha marcato una certa distanza dagli scandali di corruzione e sprechi del presidente Alemán.
Diritti umaniI giuristi Francois Mathe, francese, e Alirio Uribe, colombiano, dell’Osservatorio dei Difensori dei Diritti Umani, organizzazione internazionale con sede a Paris, sono giunti in maggio a Managua, constatando come in Nicaragua gli organismi dei diritti umani e le ONG subiscano continui attacchi e pressioni. La visita della missione aveva, in particolare, l’obiettivo di indagare sulla campagna contro Vilma Nuñez de Escorcia, presidente del Centro Nicaraguense di Diritti Umani (CENIDH, in spagnolo), che il ministero degli Interni ha irresponsabilmente messo in relazione con attività delinquenziali di gruppi armati nel nord del paese.

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