NICARAGUA / Brevi

Notiziario a cura di envío. Traduzione e redazione di Marco Cantarelli.


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IL NICARAGUA A RIO + 20Nella Conferenza di Rio+20, svoltasi in Giugno, la delegazione nicaraguense si è unita al Vaticano per evitare qualsiasi menzione nei documenti finali dei “diritti riproduttivi” e “servizi di salute riproduttiva”, come espressione di politiche pubbliche volte allo “sviluppo sostenibile”; termini che vengono letti dal Vaticano come eufemismi per garantire il diritto delle donne all'aborto. La posizione vaticana è stata sostenuta anche da Russia, Honduras, Repubblica Dominicana, Cile, Siria, Egitto, Malta, Polonia e Costa Rica. I Paesi favorevoli ad includere questi due punti sono stati gli Stati Uniti, Bolivia, Perú, Uruguay, México, Norvegia, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Svizzera e Islanda.RIFORMA FISCALE: DISCUSSIONEA metà Agosto ha preso il via la discussione tra governo e impresa privata sulla riforma fiscale, condizione questa posta dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per approvare un nuovo accordo con il Nicaragua. Nei negoziati, il governo presenterà i risultati del “piccola riforma” del 2009. Secondo Managua, i contenuti della riforma dovrebbero essere pronti entro fine Settembre prossima, per fare in modo che le cifre indicate siano riportate nel bilancio preventivo del 2013. In occasione delle celebrazioni del 19 Luglio, il presidente Ortega si è riferito al tema: «Nella riforma fiscale non possono esserci tasse per i poveri, bisogna cercare punti di equilibrio che rafforzino le capacità produttive del nostro Paese e, dove sia necessario, mantengano gli stimoli all'economia. Le esenzioni non sono altro che questo, misure protezionistiche cui ricorrono anche Paesi sviluppati, che invece ci proibiscono di utilizzare», dando ad intendere che questa riforma non toccherà i privilegi di cui gode la grande impresa privata, alleata di Ortega, esonerata dal pagamento di importanti imposte.
180 MILIONARISecondo il rapporto mondiale sulla “super” ricchezza 2011-2012, elaborato dalla società Wealth-X, in Nicaragua ci sono 180 super ricchi, che possiedono fortune personali superiori a 30 milioni di dollari ciascuno. Nel Salvador i super ricchi sono 140, in Honduras 185 e in Guatemala 310. Non sono noti i dati relativi a Costa Rica e Panamá. Il record, in America Latina, è detenuto dal Brasile con 4.725 super ricchi, al terzo posto tra i Paesi nel mondo presi in esame. Seguito dal México, con 1.900 super ricchi, più di quanti ce ne siano in tutto il continente africano. L'America Latina risulta la regione più diseguale del mondo, con l'8% dei super ricchi. Ovviamente, il rapporto non rivela i nomi di tali ricconi.
NICARAGUA E IRANIn un incontro, svoltosi in un hotel di Managua, con delegati giapponesi della Nave della Pace, in visita in Nicaragua, tra i quali il fondatore e direttore della stessa, Tatsuya Yoshioka, e superstiti del disastro nucleare di Fukushima, provocato dallo tsunami del Marzo 2011, il presidente Ortega ha dichiarato che la lezione di questa tragedia è che l'uomo, nonostante tutti i progressi tecnologici, «non può opporsi alla Natura... Chi può fermare un terremoto o uno tsunami? Solo Dio. Non si può sfidare la Natura, sfidare la Natura significa sfidare Dio!». Ortega si è, quindi, riferito ai limiti che ciò impone alle opere che abbiano come componente l'energia atomica, nonché ai «grandi rischi che si corrono nell'uso dell'energia nucleare per scopi pacifici». Ortega si è, infine, solennemente impegnato a lottare per eliminare dal mondo sia le armi nucleari che l'energia atomica. La dichiarazione ha suscitato scalpore, giacché lo scorso 10 Gennaio, nella cerimonia di insediamento al governo, alla presenza del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, in visita in vari Paesi dell'America Latina, parlando della necessità di pace nel mondo, Ortega aveva difeso il diritto dell'Iran a sviluppare il proprio programma nucleare e il «diritto dei Paesi a sviluppare l'energia atomica»: «Chi detiene armi atomiche non viene attaccato, ma chi sviluppa l'energia nucleare con fini pacifici è accusato e minacciato, come nel caso dell'Iran», disse in quell'occasione.
LA POLIZIA SI SCUSAIl 13 Luglio, in un incontro con le “lavoratrici del sesso” (vale a dire, prostitute, ndr), riunite per il loro quarto convegno nazionale, la capo della Polizia Nazionale, Aminta Granera, ha pronunciato queste parole: «Voglio scusarmi a nome della Polizia Nazionale per la mancanza di rispetto e l'umiliazione cui molte di voi si sono viste sottoposte da alcuni nostri compañeros poliziotti... Come donna e come direttrice della Polizia Nazionale, mi vergogno del comportamento tenuto da alcuni di questi compañeros. Posso assicurarvi che le vostre parole, sofferenze ed esperienze non cadranno nel vuoto e che le vostre esigenze di sicurezza troveranno risposta». Secondo un rapporto presentato nell'incontro, preparato da Organizzazioni Non Governative (ONG) attive in cinque zone del Nicaragua, il 77% di queste donne fa questa vita per necessità economiche, il 95% la lascerebbe se avesse un lavoro e il 14% afferma di aver subito abusi sessuali da bambine.
MADRI BAMBINEIn occasione della Giornata Mondiale del Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA), si è appreso che, ogni anno, circa 1.700 bambine nicaraguensi tra i 10 e i 14 restano incinte. Le loro gravidanze rappresentano il 25% del totale annuale nel Paese. Secondo Oscar Vizcarra, funzionario dell'UNFPA, tali gravidanze «possono essere catastrofiche per la loro vita e limitare lo sviluppo del Paese», riconoscendo che tutte «sono il risultato di un qualche tipo di violenza sessuale, fisica e psicologica». Le gravidanze di bambine ed adolescenti non possono essere legalmente interrotte dall'Ottobre 2006, quando i deputati liberali e dell'FSLN hanno votato per la penalizzazione di ogni tipo di aborto. Il 16 Luglio scorso, le organizzazioni del Gruppo Strategico per la Depenalizzazione dell'Aborto Terapeutico hanno manifestato davanti alla Corte Suprema di Giustizia, chiedendo che la stessa si pronunci sui ricorsi di incostituzionalità presentati quattro anni fa contro quella disposizione di legge, tuttora ignorati.
COOPERAZIONE SPAGNOLAIl 12 Luglio, l'ambasciatore di Spagna in Nicaragua, León de la Torre, ha “consegnato” al sindaco di Managua 42 ettari della discarica La Chureca, a Managua, bonificati grazie ad un progetto della cooperazione spagnola, su cui saranno costruite abitazioni, un centro di salute e un impianto di riciclaggio che darà lavoro alle 258 famiglie che “lavorano” (riciclando a mani nude i materiali che vi arrivano, ndr) in questa gigantesca discarica. Secondo Juan Mariscal, coordinatore dell'Agenzia di cooperazione spagnola, tale progetto è il più costoso (40 milioni di euro) realizzato dalla cooperazione internazionale spagnola in tutto il mondo.
IL NICARAGUA ALLE OLIMPIADISoltanto sei atleti nicaraguensi hanno partecipato alle Olimpiadi di Londra: Dalia Torres nel nuoto, 100 metri farfalla; Lucía Castañeda, nel sollevamento pesi, 63 kg; Ingrid Narváez, nell'atletica, 400 metri; Omar Núñez nel nuoto, 100 stile libero; Edgar Cortés nell'atletica, 800 m; Osmar Bravo, nel pugilato, 85 kg. Quest'ultimo è stato l'unico a non essere eliminato al primo turno. Nessuna medaglia ottenuta.
IL GRAN CANALE DI NICARAGUAIl 25 Luglio, il viceministro degli Esteri Manuel Coronel Kautz, nominato dal presidente Ortega a capo della nuova Autorità del Gran Canale Interoceanico del Nicaragua, ha annunciato che due società olandesi avvieranno uno studio di prefattibilità dell'opera, secondo la rotta che collega il fiume San Juan al lago Cocibolca. Lo studio, che sarà pronto a fine Gennaio 2013, avrà un costo di 720 mila dollari. Di recente, il consigliere della presidenza per le questioni ambientali, lo scienziato Jaime Incer Barquero ha dichiarato che il fiume San Juan non ha più la portata d'acqua necessaria per tale megaprogetto. Sia Incer che gli ambientalisti nicaraguensi hanno paventato il disastro ambientale e sociale che deriverebbe da tale opera, considerando che il lago Cocibolca rappresenta la più grande riserva d'acqua per la popolazione nicaraguense.