«Abbiamo fatto germinare le nostre idee per imparare a sopravvivere in mezzo a tanta fame, per difenderci da tanto scandalo e dagli attacchi, per organizzarci in mezzo a tanta confusione, per rincuorarci nonostante la profonda tristezza.
E per sognare oltre tanta disperazione.»


Da un calendario inca degli inizi della Conquista dell'America.
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Parco della Pace: 'Question time' (7/10/2013)

Per il Question time del primolunedìdelmese del prossimo 7 Ottobre sul costituendo Parco della Pace, abbiamo posto al Sindaco di Vicenza, Achille Variati, le seguenti domande, pervenuteci.
Il loro ordine di apparizione è del tutto arbitrario: nell'elencarle, abbiamo solo cercato, ove possibile, di seguire un filo logico delle questioni sollevate.
All'inizio dei lavori, esse sono state riassunte per sommi capi. Quindi, sono state proiettate in sequenza continua, in modo da richiamarle alla memoria, mentre si ascoltavano le risposte del Sindaco.
PAOLO BARCI - PAX CHRISTIConsiderando che:
- nella fase iniziale di progettazione del Parco vi è stata, da parte dell'Amministrazione Comunale, la raccolta di numerose 'proposte di progetto' avanzate da molti soggetti della società civile, i quali, con non poco sforzo e impegno, hanno riflettuto in modo approfondito sul futuro dell’area destinata a Parco della Pace (e non a semplice parco/giardino pubblico) producendo anche dettagliati documenti a sostegno della propria proposta;
- a fronte del bando che dovrà essere predisposto per individuare il progettista che dovrà dare corpo al Parco, i criteri di valutazione qualitativa che saranno inseriti nel bando stesso come espressione dei pre-requisiti del Parco saranno probabilmente molto generali e di largo spettro;
chiedo al sig. Sindaco se le 'proposte di progetto' di cui sopra saranno tenute in considerazione all'interno del progetto generale del Parco e quindi, nella maggior parte dei casi, anche realizzate.
Grazie.

SILVANO CAVEGGIONChe significato dà al termine 'pace' che caratterizza questo Parco?

VIVIANA FRISONECome se lo immagina, concretamente, il futuro Parco della Pace? Una grande area verde? Quali presenze e quali attività vi potranno trovare posto? Quali sono i criteri ispiratori del bando di progettazione che sta per essere pubblicato? Come si pensa di affrontare e, possibilmente, risolvere la "questione sicurezza", di cui si è molto parlato nelle scorse settimane anche a proposito di altri parchi della città?

DANILO RIZZOTTOA che punto è la bonifica dei residuati bellici nell'area del Parco? Quando si prevede sarà ultimata la bonifica?

VITTORIA BENEDETTI1. Che ruolo possono avere il Comune di Vicenza e il Coordinamento degli Enti Locali per la Pace, di cui il primo fa parte, nel suscitare una maggiore attenzione nazionale sulla militarizzazione del territorio e promuovere una riconversione delle strutture militari? Lei pensa che la creazione del Parco della Pace possa essere uno stimolo in tal senso? Sappiamo che la spesa militare è sempre più consistente e toglie preziose risorse che potrebbero essere altrimenti destinate. Lei, che ha ricevuto da poco la delega per il Sociale nel direttivo ANCI, che cosa potrebbe fare?

2. Ho seguito fin dall'inizio la fase di incubazione del Parco della Pace. Negli ultimi mesi, sappiamo che un Tavolo ad hoc creato ha lavorato sul tema. Ora siamo  prossimi al bando  di progettazione. Quando ritiene si possa coinvolgere la cittadinanza, e non solo rappresentanti di associazioni, nel processo di ideazione?

CIRO ASPROSO - SELL'acquisizione dell'area Est del Dal Molin, per concessione del Demanio, fu un notevole risultato il cui merito va ascritto in massima parte al sindaco Variati. Tuttavia, stiamo parlando del dicembre 2010. Da allora sono trascorsi quasi tre anni: l'area è rimasta inutilizzata e il percorso di partecipazione sembra un fiume carsico, che a momenti si palesa, ma poi scompare del tutto. L'unico momento di reale coinvolgimento della città fu il referendum autogestito del 5 ottobre 2008, quando il variegato fronte del NO, superando divisioni e gelosie interne riuscì a mobilitare quasi 25.000 vicentini in una grandiosa dimostrazione di democrazia e attaccamento al proprio territorio. Nulla a che vedere con la situazione attuale, che pure vede realtà importanti riunite intorno ad un tavolo di discussione, ma senza che questo sia vissuto in maniera coinvolgente dal resto della città. Eppure, il Sindaco ha sempre dichiarato di volere un Parco che sia realmente di tutti i vicentini. Come si pensa di conseguire questo obiettivo, se a tre anni dall'annuncio, l'area è ancora interdetta, crescono i disagi e le preoccupazioni per i danni ambientali, mentre la partecipazione è confinata ad una piccola platea di selezionati interlocutori?

GIOVANNI MARANGONI - COORDINAMENTO CRISTIANI PER LA PACE1. Circa il Tavolo della Partecipazione, perché non rendere pubblico, magari sul sito web del Parco della Pace, l'elenco dei suoi partecipanti, ai sensi della delibera della Giunta Comunale?

2. Nell'area destinata al Parco risultano presenti molte servitù militari: fascia di profondità di 45 metri, strade di accesso, fra le altre. Come possono armonizzarsi queste servitù militari con un parco denominato 'della pace'?
In particolare, nell'atto di concessione dell'Agenzia del Demanio al Comune di Vicenza, del 29.12.2011, "è fatto obbligo di garantire il collegamento delle attuali due uscite di emergenza della base militare... con la via comunale Sant'Antonino... I costi di manutenzione ordinaria saranno a carico del Comune di Vicenza, mentre i costi di gestione e di manutenzione straordinaria saranno suddivisi tra il Comune di Vicenza ed il Comando USAG-VI in proporzione all'uso". Se "l'obiettivo del Governo Italiano e degli altri soggetti firmatari del protocollo d'intesa è quello di mitigare e di compensare gli oneri gravanti sulla città di Vicenza e sui territori come esplicitato nel protocollo del 7.7.2011", come mai questi oneri sono a carico del bilancio comunale, che già stenta a trovare fondi per il sociale? A quanto ammontano gli oneri cinquantennali per servitù militari a carico dei cittadini di Vicenza?

3. L'accordo di concessione del 29.12.2011 prevede, inoltre, la "realizzazione della nuova strada di collegamento lato nord, da definirsi nell'ambito di un apposito Accordo Bilaterale tra il Comune di Vicenza ed il Comando U.S. Army Garrison Vicenza (USAG-VI)", con un "cancello d'uscita d'emergenza lato nord, tramite la realizzazione di una nuova strada secondo il tracciato che dovrà tener conto dell'assetto della nuova tangenziale attualmente allo studio". Consapevoli che:
- gli stralci 3 e 4 della tangenziale di Vicenza (tratto da Ospedaletto alla Lobia) non sono finanziati;
- il Tavolo della Consultazione, su richiesta del Comune di Vicenza, ha dato indicazione di effettuare il collegamento a nord, sull'argine;
quale soluzione intende proporre alle autorità militari statunitensi?

4. È intenzione dell'Amministrazione rendere fruibile il Parco anche per eventi che potrebbero richiamare un grande numero di persone e che necessitano di parcheggi e/o di zone di interscambio. Come conciliare il progetto di un 'grande parco' con una viabilità di accesso, quale quella da viale Sant'Antonino, oggi del tutto inadeguata, e in prospettiva incerta, non essendo ancora finanziati gli stralci 3 e 4 della tangenziale di Vicenza (da Ospedaletto alla Lobia)?

5. Come documentato dal dr. Lorenzo Altissimo, anche in un recente primolunedìdelmese, la rete dei drenaggi esistente nell'area destinata a Parco è stata gravemente danneggiata per effetto dei lavori di costruzione della nuova base militare. Lei ha dichiarato 'chi rompe paga'. Quali concrete azioni intende intraprendere al riguardo e nei confronti di chi?

GIOVANNA COINCome sappiamo, il sistema di drenaggio costruito negli anni Venti del secolo scorso nell'area del vecchio aeroporto, è stato gravemente compromesso, se non distrutto, a seguito dei lavori di costruzione della nuova base. Si intende ripristinarlo, o meglio, è ancora possibile ripristinarlo? In tal caso, chi pagherà i lavori di ricostruzione?

ANNA LUCIA QUADRIL'apertura della nuova base e, in prospettiva, anche quella del Parco della Pace, pongono nuovi e pressanti interrogativi sulla mobilità nell'intera zona. Quali sono le soluzioni viabilistiche allo studio, per evitare congestionamenti del traffico, con tutto quel che ne consegue per i centri abitati limitrofi, e con quali tempi di realizzazione? In attesa che le soluzioni previste siano realizzate, cosa si può fare per alleggerire il traffico, magari deviando quello pesante in autostrada?

GIANCARLO ALBERA - COORDINAMENTO DEI COMITATINella pubblicazione del bando di progettazione del Parco della Pace nell'area dell'ex aeroporto Dal Molin, il Coordinamento dei Comitati ritiene si debbano garantire i requisiti definiti dal Tavolo della Partecipazione; in particolare: il rispetto della memoria del luogo, come pure le connessioni con il territorio circostante, di riferimento per un’area vasta, coinvolgendo in questa operazione anche i vari paesi contermini, almeno nella realizzazione delle infrastrutture.
Si richiede, inoltre, di applicare il principio di reciprocità nel rapporto Comune-USA: ad esempio, nel fornire i dati tecnici più volte richiesti al Comando USA circa la dislocazione dei drenaggi interrotti e/o la compromissione del sistema idrico pre-esistente. Sarebbe auspicabile una collaborazione degli USA nella copertura dei costi di riparazione di tale sistema ovvero della stessa bonifica bellica, di cui, pure, vorremmo conoscere tempi e costi.
D'altro canto, la "costruzione della nuova strada con uscita di emergenza, di collegamento lato Nord", come è scritto sull’atto di concessione del 29-11-2011,  "dovrà tenere conto nel tracciato, dell’assetto della nuova tangenziale e sarà interamente a carico del comando USA". Questa non dovrà, in ogni caso, attraversare il Parco della Pace.
Mentre la strada di accesso (bretellina) a Nord-Ovest della base e di collegamento base-tangenziale o, con parte di essa, va ridotta al minimo e collocata più Nord in coerenza con la Determina del Ministero della Difesa del 17-7-2007; di notevole impatto viste le caratteristiche di quel luogo: grande dislivello fra argine e campagna, in area golenale, zona di esondazione accertata (vedi osservazioni al P.I. del Coordinamento Comitati del 20-12-2012). Dalla cartografia si deduce che tale strada sarà in uso esclusivo e a servizio della base militare, per cui essa dovrà essere a carico del Governo USA. Essa si collegherà con la tangenziale, o a parte di essa, per poi ricongiungersi alla variante alla SP 46.
Riassumendo, per parte del I° stralcio (lotto funzionale) della tangenziale, occorre, quindi, chiedere un contributo USA, così come per la II° strada di emergenza (marginale al Parco della Pace). Si richiede anche di prevedere a fianco della strada ad Ovest (bretellina), una pista ciclopedonale sempre a carico degli USA. Il tratto verso Vicenza-viale Del Verme invece, è a carico del Comune. Cosa pensa l’Amministrazione del completamento della tangenziale Nord-Est (4 stralci), come pure della progettazione preliminare definitiva con relativa redazione dello Studio di Impatto Ambientale (VIA) di tutto il tracciato della tangenziale?

GIOVANNI GUALTIEROAlcuni cittadini, impegnati sui temi della pace e della nonviolenza, vorrebbero trasferire la sede della Casa per la Pace nel Parco omonimo, utilizzando allo scopo l'ex saletta dell'aeroporto, per trasformarla progressivamente in una scuola per la pace e in un Istituto per la risoluzione nonviolenta dei conflitti.
Ricordo che in occasione della marcia della pace del 2009 Lei dichiarò che aveva un "sogno": trasformare il Dal Molin in un "campus" per la ricerca e la promozione di una cultura di pace. Avrò la possibilità di vedere realizzato il suo e nostro sogno?

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