progetti sud/nord
La nostra missione
ANS-XXI nasce, fra il 1992 e il 1993, dall’esigenza sentita da un gruppo di persone protagoniste di diverse esperienze di solidarietà e cooperazione, di ripensare il “fare cooperazione” – dalle forme organizzative all’approccio alle problematiche, dai contenuti dei progetti al rapporto con le comunità locali –, puntando a superare le logiche assistenzialistiche, emergenzialistiche, paternalistiche sperimentate in tanti interventi.
Già allora, ci apparivano evidenti quelli che, tempo dopo, sarebbero apparsi ai più come limiti e fallimenti della cooperazione internazionale, incapace di ridurre significativamente la povertà nel mondo, di correggere un “modello di sviluppo” devastante per l’ambiente, di promuovere autentici processi di democratizzazione dal basso. Ciò, nonostante l’ingente flusso di “aiuti” durato decenni, anzi, forse proprio in ragione di esso, in più d’un caso fonte di fenomeni di corruzione.
Per approfondire
Le esperienze sviluppate nel corso di oltre tre decenni hanno confermato quelle, nostre originarie intuizioni. Tanto che, oggi, siamo più conavinti di ieri che occorra superare la formula, ormai ambigua, dello “sviluppo”. Combattere la povertà e la miseria in cui versano miliardi di persone non può significare ripercorrere sentieri ormai impercorribili. Semplicemente, il nostro pianeta non è in grado di sopportare una “crescita illimitata” dei consumi, per raggiungere lo standard di vita della parte più ricca e minoritaria della popolazione mondiale. Le risorse naturali sono, per definizione, “finite” e qualcuna è già in via di esaurimento. Beni comuni, come l’aria e l’acqua, sono a rischio e, con essi, la sopravvivenza della stessa vita sulla Terra. A lungo negati o sottovalutati, i cambiamenti climatici in atto hanno, forse, raggiunto il punto di non ritorno; con le conseguenze drammatiche che scopriamo ad ogni estate, sempre più calda, od autunno, sempre più piovoso.
Per questo, è necessario e urgente ripensare il “fare solidarietà e cooperazione”, nell’attuale contesto di globalizzazione: con chi e, soprattutto, come farle.
In questo senso, ANS-XXI non è e non vuole diventare un “progettificio”, magari rincorrendo opportunità di finanziamento di una cooperazione internazionale dettata da logiche che non condividiamo.Piuttosto, nella misura delle nostre possibilità e, comunque, evitando di cadere nella trappola mentale che la soluzione dei problemi stia solo in una robusta iniezione economica, preferiamo “accompagnare” movimenti e comunità nel Sud del mondo, cui ci sentiamo vicini, stabilendo con essi rapporti “orizzontali” di collaborazione e sostenendo i loro sforzi sul piano morale, materiale, economico e finanziario, perché i loro sforzi abbiano successo e contribuiscano a consolidare dal basso alternative popolari.
Per questo, i progetti che portiamo avanti non sono “nostri”, nel senso che gli interventi che sosteniamo sono ideati e concordati con i nostri partners locali e da questi direttamente realizzati; da parte nostra, non inviamo cooperanti all’estero, ma diamo spazio alle risorse umane locali; inoltre, i progetti sono sempre frutto di sinergie, tanto a Sud – perché si inseriscono in dinamiche sociali e produttive locali, complesse, articolate e durevoli nel tempo – come a Nord – dove sono accompagnati da attività di ricerca, informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi –.
Fin qui, abbiamo realizzato interventi in Nicaragua, El Salvador, Guatemala, Honduras, soprattutto in ambito rurale e aree indigene: abbiamo sostenuto programmi di microcredito e microleasing, con particolare attenzione alla fascia più povera del campesinado, alle donne contadine, alle comunità maya; di salvaguardia ambientale e promozione dell’uso di energie rinnovabili; interventi di ricostruzione a seguito di calamità naturali; formazione; sostegno e promozione dell’artigianato locale…
A seguire, a mo’ d’esempio, la scheda del progetto in Honduras in cui siamo attualmente impegnati.
Per saperne di più: info@ans21.org
I nostri progetti
progetto honduras
Nel contesto post/emergenziale che fa seguito alle calamità naturali che hanno colpito la zona di Copán (Honduras) negli ultimi anni, il Progetto mira a migliorare il servizio idrico per consumo domestico di varie comunità contadine e, al contempo, irrigare parcelle agricole ed orti familiari, al fine di aumentare la sicurezza alimentare, grazie all’incremento qualitativo e quantitativo della piccola produzione agricola.
Inoltre, si propone di riforestare parcelle comunitarie, mediante la creazione di piccoli vivai forestali, con l’obiettivo di ricaricare il manto freatico della zona e così assicurare l’approvvigionamento idrico ai villaggi, mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici e migliorare il microclima locale.
Il progetto è co-finanziato con Fondi Otto per Mille della Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi italiane (bando 2025).
Per saperne di più
Obiettivi del progetto
Il progetto mira a migliorare le condizioni di vita di 80 famiglie del villaggio El Limón, sito nel Municipio di Santa Rita, Dipartimento di Copán, Honduras, attraverso interventi mirati all’accesso all’acqua potabile e alla sostenibilità ambientale. Le principali azioni includono:

Accesso all'acqua potabile
Garantiamo l’accesso all’acqua potabile alle citate comunità contadine, attraverso il miglioramento del servizio idrico locale.

Rimboschimento e tutela ambientale
Rimboschiamo le parcelle comunitarie vicino alla sorgente d’acqua, favorendo la ricarica della falda freatica e promuovendo la sostenibilità ambientale.

Sicurezza alimentare migliorata
Incrementiamo la produzione agricola qualitativa e quantitativa, fornendo risorse migliori per l’autoconsumo e rafforzando la sicurezza alimentare.

Salute e prevenzione delle malattie
Riduciamo l’incidenza di malattie causate dal consumo di acqua contaminata, migliorando così il benessere generale delle famiglie del villaggio.
